Quando c’è lo stile!

ATTUALITÀ

Ricomincia la solita solfa; il nuovo governo giallo-rosso si è appena insediato e, a parti invertite, ricomincia la solita solfa degli oppositori, lo spettacolo più avvilente che si presenta a chi cerca di seguire la politica italiana.
Non saremo certo noi a negare il diritto di dissentire sulle scelte politiche dei governi che si susseguono; ma forse, è nostra opinione, un po’ di stile non guasterebbe.
Fino ad alcune settimane fa, mentre Lega e M5s vantavano a sproposito gli inesistenti risultati della loro politica sbracata, da parte del Pd c’era un continuo dichiarare una totale insoddisfazione, la denuncia di una pericolosità e la necessità di cambiare.
Con toni più sprezzanti da parte di Forza Italia hanno continuato ad assicurarci che la felicità sarebbe stata raggiunta solo con un governo della destra, magari guidato dallo stesso Salvini.
Poi la crisi estiva e il cambio del governo, con Forza Italia ancora insoddisfatta per non essere rientrata in gioco, ma ora con l’aggiunta dell’immane pericolo della sinistra al governo, paventando una patrimoniale cui nessuno ha mai pensato.
La Lega di Salvini, che si è bellamente auto-trombato, pensa già a scendere in piazza contro un governo che non è ancora partito e che non si sa cosa riuscirà a fare.
Noi siamo assolutamente convinti che tutto questo rientri in quella che si chiama la dialettica democratica, solo che vorremmo si svolgesse all’insegna della politica e non delle offese personali; insomma, senza essere inglesi, vorremmo che il dissenso si esprimesse con un certo stile, sulle cose più che sulle persone.
Purtroppo non è così, un po’ per colpa di tutti, è vero, ma da sempre con una assoluta esagerazione da parte della Lega (ex Lega Nord).
Inutile ricordare cosa Umberto Bossi a Venezia ha consigliato a una signora di fare con la bandiera italiana, o il cappio ostentato da Speroni in Parlamento.
Nessuno dovrebbe dimenticare che fino a qualche anno fa per la Lega il pericolo per l’Italia era rappresentato dai “terroni” che dal sud emigravano nella Padania felix, tanto che c’era chi aizzava “el leon che magna el terron”.
Un campione assoluto in questo tipo di uscite è il leghista Roberto Calderoli, quello della t-shirt offensiva per l’Islam e che recentemente, di fronte al nuovo governo giallo-rosso, si è espresso in termini a lui consueti.
Siamo alla Berghem Fest di Alzano Lombardo e dal palco, rigorosamente in calzini corti e vezzose scarpette rosse, il nostro Calderoli si sfoga in termini qui irripetibili, definendo il governo giallo-rosso “un aborto, un feto che nasce morto, perché frutto di un rapporto contro natura…” insomma “un governo non di minoranza, ma di minorati … cui faremo sputare lacrime e sangue”.
Questione di stile!

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