Quantestorie!

SCAFFALE

QuanteStorie (In copertina un’opera di Vico Calabrò)
Premesso che un autore non è mai il miglior critico di se stesso, vorremmo comunque tentare di presentare il volume “Quantestorie!” di Ferdinando Offelli, edito il 15 luglio 2013 in occasione del 70.mo compleanno dell’autore.
Si tratta di una raccolta di 23 racconti, parte dei quali erano già apparsi su Thienet, la rivista in Internet con cui da 16 anni ormai l’autore cerca di navigare nella cultura a Thiene e dintorni.. I primi racconti sono quelli con cui F.Offelli ha partecipato al Concorso di poesia e prosa satirica “Il Cetriolo d’oro”, che per qualche anno era stato organizzato a Schio e che è un vero peccato non sia continuato, anche perché, cosa non da poco, spingeva la gente a scrivere per divertirsi e divertire
E così, per esempio, immaginiamo che in una notte misteriosa in cima al campanile di Thiene la statua di S.Giovanni Battista venga sostituita da quella di Alberto da Giussano, con tutto quel che ne sarebbe potuto conseguire sul piano della politica locale, soprattutto se, come allora, c’era una amministrazione comunale che vedeva il centro-sinistra insieme con la Lega di Bossi, allora una quasi novità.
Molti dei racconti nascono invece dalle storie sentite in famiglia, come quello della traumatica esperienza del padre Piero in uno dei cantieri di Monfalcone, o quella dei “Sopei” vinti da nonna Neta alla Pesca di Beneficenza con la complicità del Podestà.
Per il più si tratta comunque di racconti che nascono da spunti o esperienze autobiografiche, che risalgono all’infanzia o alla fanciullezza dell’autore, naturalmente rielaborate da chi li rivive dopo decenni con gli occhi di una persona matura, come nel racconto “Un albaro de panoce”.
Ecco all’ora l’esaltante esperienza del “copare el mas-cio”, che richiedeva un coraggio allora non ancora acquisito, il primo fascinoso viaggio a Venezia per festeggiare “Una montagna di patate” prodotte da zio Pasquale e Gelindo Bandina, il tifo per Bartali duramente pagato dalla discriminazione dei coppisti, ma oggi ampiamente ripagato da quanto abbiamo saputo il campione ciclista aveva fatto per salvare gli ebrei perseguitati durante la guerra; infine il misterioso “Buso del palco”, una specie di categoria della memoria collettiva che affonda nel subconscio personale, continuamente minacciato dalla terribile suor Giusmina, una porta inferi per la quale, durante la rappresentazione della Divina Tragedia, avevamo visto uscire il Diavolo in persona per andarsi a prendersi l’anima di Giuda e portarsela giù tra il fuoco e le fiamme.
Non mancano racconti dedicate a persone che abbiamo conosciuto, come quello del “Capriolo” ucciso per caso da Toni Zenere, ma divenuto fonte inesauribile di vanterie al bar con gli amici, o “L’Emile”, il libro di J.J.Rousseau che Aldo Cunico, allora soldato, ci raccontò di aver trovato tra le macerie dopo un bombardamento a Padova.
Nel racconto “El caco” si parla persino dell’avventura emotivamente coinvolgente del furto di un caco primaticcio, mentre la vendetta di uno “Speo de poenta e osei” costò all’emigrato Bruno l’espulsione dalla Svizzera.
La raccolta termina con il racconto “Ombra de Campanile”, che qualche anno fa l’autore ha raccolto diret-tamente dall’ex campanaro di Thiene, Tarcisio Stella, e che ci riporta alle dure condizioni di vita nella Thiene dell’anteguerra.
Nella sua presentazione l’autore afferma che”ogni racconto nasce da uno spunto che per qualche motivo mi è rimasto nella memoria… restando latente per più mesi, l’ho in qualche modo più volte rivissuto, arric-chendolo di particolari man mano che questi emergevano; finché, dopo una specie di lenta lievitazione narrativa, mi sembrava avessero raggiunto una sufficiente consistenza, tanto da essere ormai pronti per la stesura in forma scritta.”
Il vero motivo, comunque, che ha dato l’occasione alla pubblicazione della raccolta di racconti “Quantestorie!” è così spiegato dall’autore: “Arrivato a traguardo dei 70 anni di età, mi sono detto che sarebbe stato bello condividere il piacere che avevo provato nello scrivere i miei racconti, con gli altri, con le persone che amo, con la mia famiglia allargata, con gli amici, insomma con tutti quelli a cui, nella ricorrenza, vorrei donare un momento di gioia e di serenità”.
Come dire, “io mi sono divertito a scriverlo, spero che voi vi divertiate a leggerlo!”

1 commento su “Quantestorie!

  1. E’ un libro scritto bene, di quelli che si ricorderanno, dalle conclusioni ad arte intelligenti e creative che dovrebbe essere letto in tutte le scuole vicentine.
    Con l’occasione saluto anche a Carlo il cui ricordo è sempre nel mio cuore.

    Claudio Bellina

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