Questi fantasmi

TEATRO

giuffre_sIl sipario della commedia “Questi fantasmi”, recentemente andata in scena al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della 33^ Stagione Teatrale, si apre su un appartamento all’interno di un vecchio e signorile palazzo di Napoli, con ai lati due balconi. Si tratta di un palazzo del 600 dove si dice che due amanti scoperti dal marito di lei, siano stati murati e che ancora adesso i loro fantasmi si manifestino nella notte.
Qui facciamo la conoscenza del nuovo inquilino Pasquale Loiacono (Carlo Giuffrè), marito anziano e innamorato di una giovane moglie, Maria, che per superare le sue diffi-coltà economiche ha accettato di abitarvi gratuitamente per cinque anni in modo da convincere la gente che il pa-lazzo non è per niente abitato dai fantasmi degli antichi inquilini, come molti credono, soprattutto il sempre vigile prof. Santanna, dirimpettaio.
Ma succede qualcosa di strano: ad un certo punto Pasquale vede lui stesso i fantasmi, o gli conviene a credere di vederli, anche perché si tratta di fantasmi molto generosi che andandosene al mattino lasciano addirittura dei soldi nelle tasche della giacca di Pasquale; il fatto è che la sua giovane e insoddisfatta moglie nel trasloco, insieme alle cose, si è portata anche il suo giovane e generoso amante.
“Questi fantasmi” è una commedia scritta da Eduardo De Filippo nel 1945 e inevitabilmente richiede un attore che sia in grado di portare sulla scena una napolitaneità così verace, come quella posseduta da Giuffrè, ma anche dal portiere Raffaele.
Quando l’amante smette di incontrare la moglie, Pasquale per un attimo vede sfumare la sua unica fonte di reddito e in una scena tragicomica chiede al “fantasma” di tornare perché lui ha bisogno dei soldi per un suo strampalato investimento.
La commedia offre uno spaccato di Napoli con tutte le sue miserie, tipica del teatro di Eduardo. Il lavoro teatrale e comico, amaro e ambiguo nello stesso tempo.
Molto efficaci, teatralmente parlando, i due balconi dove Pasquale si affaccerà per colloquiare con il professor San-tanna, descrivendo con una meticolosità tutta napoletana la ricetta per fare un ottimo caffè con la caffettiera, che non per niente si chiama “napoletana”
Resta centrale nella commedia l’interpretazione di Carlo Giuffè che a 83 anni, si conferma attore di grande talento, uno che non si sa se reciti sulla scena o quando scende dal palco, tanto si immedesima nei personaggi patetici creati da Eduardo De Filippo; per questo ci è parso che gli applausi alla fine della commedia oltre a sottolineare la sua bravura fossero anche di una dimostrazione di grande affetto che il popolo di teatro gli rendeva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *