Re Lear

TEATRO

350_Re_Lear_MEntrando al Comunale di Thiene troviamo la scena aperta, (come dire che non ci sono confini fra ieri e oggi) vediamo una scenografia che subito attrae la nostra attenzione, sul palco c’è una gigantesca corona rovesciata, rivestita per metà dalle facce di protagonisti del moderno potere, di potere politico, da Kennedy a Bin Laden, alla regina Elisabetta, a potere mediatico Marilyn Monroe, e per l’altra metà è strutturata come una scala circolare; per terra ci sono le macerie dei simboli di potere; la scenografia molto efficace di Carmelo Giammello già ci manda un messaggio; capiamo che in questo classico e intramontabile Re Lear scritto nel 1605/1606 da William Shakespeare ci sarà contaminazione fra tradizione e attualità. La trama è complessa ed è difficile riassumerla in poche frasi, viviamo qui il dramma dell’amore filiale, un dramma a doppio intreccio, ci sono figli/e contro i padri, e tutto questo per avidità, per voglia di potere. Questo sarà un’esplorazione all’interno dell’animo umano e della sua mediocrità, e noi non potremmo che stupirci dell’attualità e della bellezza di questo testo.
Re Lear, ormai vecchio decide di abdicare e dividere fra le sue tre figlie il suo regno, ogni figlia riceverà dei territori in misura all’amore che saprà dimostrare verso il padre, mentre Goneril e Regan, “ le cattive” che sono già sposate faranno a gara nell’adulazione, Cordelia “ la buona” si rifiuta di disputare questa gara convinta che i suoi veri sentimenti si svilirebbero. Re Lear per ripicca la disereda e la mette al bando, tuttavia il re di Francia la sposerà anche senza dote, perché ammira la sua sincerità. presto Goneril e Regan si riveleranno per quello che sono, perfide e avide e scacceranno Re Lear da corte, rendendolo pazzo, Cordelia arriverà in suo aiuto scatenando una guerra, nell’altra secondaria trama il conte Gloucester sarà tradito dal figlio illegittimo Edmund, deciso di vendicarsi contro suo fratello, Edgar figlio legittimo, che sarà costretto a fuggire e a trasformarsi in un folle mendicante, alla fine il bene vincerà sul male.
Eccellente tutto il cast recitativo, tutti nella parte, altezzoso e disperato il Re Lear di Michele Placido, nella energica Goneril di Marta Nuti ben si è visto il sentimento dominante; l’ingordigia e l’avidità, arriverà a dire, vestita con pantaloni e corpetto in pelle “eliminare il pericolo piuttosto che temere di essere eliminati”; ispira simpatia il matto di Brenno Placido in pantaloncini corti mimetici, amorale e molto convincente il cattivo Edmund di Giulio Forges Davanzati, merita menzione anche la musica e l’efficace uso delle luci, citiamo per ultimo il bravissimo Francesco Bonomo che ha interpretato un istrionico Edgar, personaggio impegnativo, anche dal punto di vista fisico, complesso e toccante, che subisce un lento mutamento nella ricerca di pacificazione con il padre, per noi il migliore in scena, ma ripetiamo tutto il cast merita plausi, per noi uno spettacolo da vedere, uno spettacolo che ti rimane. Calorosi e tanti gli applausi da parte del pubblico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *