Rush

CINEMA

145_RushUn’americanata: così ci è sembrato il film “Rush”, recentemente proiettato tra i Cineincontri 2014 al Cinema S. Gaetano di Thiene.
E non è che usiamo il termine americanata in senso negativo, o comunque dispregiativo; lo usiamo perché, con la regia di Ron Howard, risponde ad una mentalità tipicamente americana, proprio come un duello western.
Proprio per questo nel film bisogna forse distinguere la fiction dalla realtà dei fatti narrati.
La storia narrata nel film è la rivalità tra l’austriaco Niki Lauda e l’inglese James Hunt che comincia già da quando s’incontrano per la prima volta sui circuiti di Formula 3 e prosegue per tutta la loro carriera sportiva. Uno, Niki Lauda è metodico, razionale, non particolarmente simpatico, lavora con i meccacici per migliorare l’auto su cui corre; l’altro, James Hunt, è un playboy, che si gode la vita e corre come se non ci fosse un domani.
Entrambi approdano in Formula 1, dove continuano da avversari a cercare di superarsi e di vincere.
“Come spesso accade con il miglior cinema classico americano, – è stato detto dalla critica – è il contributo delle parti a fare il tutto, ma è un tutto che poi si presenta compatto e coerente, non più smontabile e perfettamente aerodinamico, per restare in tema.”
I due continuano a correre con alterne fortune, fino al terribile incidente del Nurburing, dove Niki Lauda rischiò la morte e comunque restò psicologicamente segnato per tutta la vita.
Si dice che per Ron Haward questo duello fra il razionale Nicky Lauda e l’estroso James Hunt sia la metafora di un duello (appunto stile western) di un mondo come quello della Formula 1 ancora a dimensione di uomo, o di pilota, dove cioè è il singolo e non la tecnologia a fare la differenza.
In questo senso la lettura non era facile, per quanto le differenze di carattere dei due protagonisti era sottolineata.
Entrando nel mondo della realtà, noi siamo, se non esperti, passabilmente conoscitori del mondo della Formula 1 che seguiamo da tempo e onestamente dobbiamo dire di non ricordare questa esasperata rivalità tra i due piloti; comunque una rivalità non maggiore di quella che c’era verso gli altri piloti in corsa per il titolo. Che fossero diversi per carattere e stile di guida è nell’ordine delle cose, ma non più di quanto lo fossero con altri piloti e con le loro scuderie.
Ci dispiace dover inoltre dire che forse di Formula 1 ne sappiamo più di Rick Cunningham, al secolo Ron Howard, che ha quasi completamente ignorato il lato tecnico, la battaglia spesso determinante che si svolge nei box per assistere il pilota.
D’altronde sono stati proprio gli uomini dei box a dire che il film è bello, ma è troppo romanzato, perché nella realtà da loro vissuta e osservata le cose erano molto meno esasperate.

2 commenti su “Rush

  1. Badger: It’s not always easy to evaalute the true degree of humor that exists in the context of Vienna for Dummies. I’ve noticed recently that, while you receive regular and ample reactions from female well-wishers, a lot of horrendous things give rise to no reactions as if they were to be forgotten or ignored. For example, there was a recent reference to Aussie “tunes” from a vulgar compatriot who embarrasses me, but whose work merits evaluation. In flitting from one theme to another, and leaving unanswered questions behind you, I find that you hardly allow us the time to appreciate your prose.

  2. This will play far better in Europe than America but I would love to see it do well in America too. It’s uttornunafe but some of the many fatal and near fatal crashes in F1 s history are the reasons the cars are what they are today.Don’t forget for those that aren’t F1 fans just how huge F1 can be in engine and technology development, it’s amazing to watch that kind of technology on cars with the greatest drivers in the world. Can’t wait for this story on one of the most amazing years in F1 history.

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