Sei personaggi in cerca d’autore

TEATRO

6_ personaggiTeatro Comunale di Thiene al completo ieri sera, con il via alla 34^ Stagione Teatrale; abbiamo rivisto tante facce amiche di fedeli frequentatori del teatro Comunale.
Il benvenuto, con il ritardo di rito, ci è stato dato da una sorridente e preparata assessore alla cultura, Maria Ga-briella Strinati, soddisfatta e gratificata perché anche quest’anno tutti gli spettacoli verranno replicati per tre serate.
Crediamo che in un contesto abbastanza piccolo come Thiene, questo rappresenti un caso straordinario.
La stagione è partita con un autore importante: Pirandello, grande drammaturgo del xx secolo, paragonato ad Arthur Miller e a Bertold Brecht; uomo difficile e pieno di sfumature, fu anche insignito del Nobel per la letteratura nel 1934.
Sapevamo che si trattava di un tema difficile, scabroso, pirandelliano; si dice anche che alla fine della prima rappresentazione a Roma nel 1921 dalla platea si levò il grido “manicomio manicomio”. Fu importante per il successivo successo nel 1925 una prefazione nella quale l’autore chiariva la genesi, gli intenti e le tematiche fondamentali del dramma.
Per noi il testo di “Sei personaggi in cerca di autore “ è geniale, bellissimo, dove realtà e finzione si fondono, ci vuole una grande mente per scrivere un testo teatrale che scavalca il teatro tradizionale, teatro nel teatro.
La scena si svolge in palcoscenico disadorno; infatti una compagnia teatrale e il suo capocomico stanno incominciando a fare le prove della commedia “Il gioco delle parti” quando irrompono nel palcoscenico sei personaggi rifiutati dall’autore che li ha creati,essi sono senza nome, si chiamano madre, padre, figlio legittimo, figliastra e figliastri; essi sono convinti di avere una storia importante da raccontare e cercano di convincere il capocomico ad ascoltarla e metterla in scena.
Dal racconto emerge una storia dolorosa e scabrosa che strappa sofferenze, una madre spinta dal marito nelle braccia di un altro uomo da cui avrà tre figli, un padre logorato interiormente dopo aver sfiorato l’incesto con la figliastra, un figlio legittimo che rivendica tutto, un bimbo e una giovinetta che assistono angosciati.
Questi essi faranno una tragica fine, la giovinetta annegherà in una vasca e il bimbo si sparerà un colpo di pistola.
Il capocomico decide di mettere un scena la trama e chiama gli attori a rappresentarla ma i personaggi si ribellano. Si aprirà tra personaggi e attori un contrasto insanabile; basta questo esempio, da “Sei personaggi” atto secondo:” Non voglio fare offesa ai suoi attori. Dio me ne guardi! Ma penso che vedermi adesso rappresentato …. non so da chi …. Ecco, penso che per quanto il signore s’adoperi con tutta la sua volontà e tutta la sua arte ad accogliermi in sé …. Eh,dico,la rappresentazione che farà — anche sforzandosi col trucco a rassomigliarmi … dico, con quella statura difficilmente potrà essere una rappresentazione di me,come io realmente sono. Sarà piuttosto – a parte la figura – sarà piuttosto com’ egli interpreterà ch’io sia,com’egli mi sentirà – se mi sentirà – e non com’io dentro di me mi sento….”
La regia pulita ed essenziale e rispettosa del testo era del grande Giulio Bosetti attore amante ed interprete del teatro pirandelliano, il cast recitativo era equilibrato; Antonio Salines, se pur calato nella parte, non ci ha conquistato (forse ha contribuito il microfono?); ci ha convinto e ci è piaciuto di più Edoardo Siravo nella parte del capocomico. Su tutti citiamo la sensuale e provocatoria Silvia Ferretti nella parte della figliastra, brava. Ci dispiace non aver potuto veder recitare una signora del teatro italiano, Marina Bonfigli, anche perché Anna Canzi che l’ha sostituita nella parte di Madama Pace non ha, secondo noi, certamente fatto bella figura; ha trasformato quello che doveva essere una chicca, in una macchietta.
Molti e calorosi gli applausi della platea che hanno salutato la compagnia.

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