senza salutare nessuno

SCAFFALE

Per una strana e un po’ contorta vicenda siamo venuti a conoscenza di questo romanzo di Silvia Dai Pra’ dal titolo “Senza salutare nessuno”, edito dall’editrice Laterza nel 2019.
Forse per capire a fondo quest’opera bisogna partire dal sottotitolo “un ritorno in Istria”. Si tratta infatti di un viaggio in Istria, quasi un viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca della spiegazione della fine in una foiba a Vines del nonno materno della autrice-narratrice, nata a Massa Carrara, e che attualmente insegna a Roma dove vive col marito e una figlia.
Nei suoi ricordi di infanzia ci sono le vacanze estive ad Agordo, nel bellunese, dove lei continua a recarsi con la famiglia e dove vive la nonna materna, fedele ammiratrice del commissario Derrick; la nonna proviene dall’Istria ma di quella terra non vuole assolutamente parlare, tanto profondo è il taglio che ha reciso con il suo paese di origine.
Tanto che alla nipote che con la famiglia è in partenza per un viaggio in Istria, la nonna raccomanda “laggiù non salutatemi nessuno”.
Arrivata in Istria, a Santa Domenica di Albona, la protagonista cerca il contatto con i parenti che possono dargli spiegazioni sulla sparizione del nonno, un commerciante del posto misteriosamente sparito alla fine della guerra.
La gente non ne parla volentieri e, soprattutto, quando si accenna alle atrocità dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale, si puntualizza che queste erano compiute “dai tedeschi e dagli italiani”.
In qualche modo alla ragazza fanno capire che gli infoibati della fine della guerra, con tutti gli inevitabili errori, erano in gran parte quelle persone che venti anni prima si erano macchiati della atrocità compiute dal fascismo nel tentativo di italianizzare l’Istria, cercando di sradicare con la violenza una cultura secolare.
Alla specifica domanda se il nonno fosse stato infoibato perché era fascista, gli rispondono che era “commerciante”, intendendo cioè una persona che per la sua stessa attività non poteva dimostrare di parteggiare per nessuno.
Alla fine la nostra protagonista lascia l’Istria senza aver certezze sul perché della fine del nonno, avendo comunque sentore che in quella terra le esasperazioni delle discriminazioni fasciste hanno prodotto odi e divisioni che si sono spesso tradotte in tragica violenza e che comunque negli animi hanno lasciato uno strascico che dura tuttora, come nella nonna che dall’Istria, dopo la tragica morte del marito, è venuta via “senza salutare nessuno”.
Siamo di fronte ad un romanzo in cui si tenta di capire la storia andando sul posto a ricercare le lontane e profonde radici di quanto è avvenuto, a partire dalla Repubblica di Albona.
Resta da fare un sincero apprezzamento per lo stile narrativo di Silvia Dai Pra’, uno stile giovanile e moderno, oltre che chiaro e piacevole, con un ritmo incalzante nel descrivere il succedersi degli eventi e delle situazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *