Sergio Mattarella Presidente della Repubblica

ATTUALITÀ

246_MattarellaSergio Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica, succedendo a Giorgio Napolitano. La notizia di tale scelta ci rallegra per più motivi.
Anzitutto la persona; non abbiamo un “coccodrillo” già pre-digerito per dare tutti i dati sulla sua personalità politica. Per quel che sappiamo è sempre stato un buon democristiano; buono non tanto perché fosse della corrente di sinistra della Dc, ma perché nella degenerazione morale in atto ha saputo mantenere una sua dignità o come si di ce “la schiena dritta”, dimettendosi da ministro per non essere costretto a votare la legge Mammì che, col duo Andreotti-Craxi, aprì la strada allo strapotere mediatico di Mediaset e di Berlusconi.
Non abbiamo seguito la sua successiva carriera, e lo si sentiva nominare di quando in quando, finché è diventato membro e presidente della Corte Costituzionale.
Pur aspettando di misurarlo sui fatti, ci sono quindi tutte le premesse di un Presidente profondamente onesto, coerente con gli ideali in cui crede e in grado di difendere la nostra Costituzione da chi vuole minarne le fondamenta libertarie e democratiche.
Sua e la vigente legge elettorale, dopo che ha dichiarato incostituzionale la “maialata” di Calderoli, sua è la convinzione sulla illegittimità di una legge a liste bloccate e senza preferenze, proposta dal duo Renzi-Berlusconi.
Ma certo il motivo politico che in questo momento più ci fa gioire è la rottura dell’innaturale Patto del Nazzareno che aveva riportato Berlusconi al centro della scena politica italiana, invece di lasciarlo, umile e pentito, a scontare la sua pena.
Debitamente enfatizzato dalle sue armate mediatiche, l’uomo di Arcore, coi suoi accoliti, si sentiva “arbiter” della politica italiana, in grado di attuare le riforme, che andavano bene solo se andavano bene a lui. Adesso si spera sia finita.
Non siamo mai stati teneri con Matteo Renzi, un po’ perché ci dà fastidio il suo continuo sproloquiare, un po’ per una eccessiva dose di ottimismo forzato di cui guardandoci attorno non troviamo riscontri nella realtà quotidiana, ma soprattutto perché promette molto e fa poco; e quel che fa è contro chi lavora, dato che con l’abolizione dell’art.18 ha portato alla “libertà di licenziamento”, rendendo precario anche il lavoro di chi aveva un posto fisso.
Eppure, con tutti i limiti e le riserve che restano intatti, bisogna riconoscere che il premier Matteo Renzi ha condotto in modo esemplare l’operazione della elezione del Presidente della Repubblica, portando al Quirinale Sergio Mattarella, anche se ci ha dato fastidio il rito delle prime tre votazioni che Altan su Repubblica ha definito “Una incomprensibile manfrina… solenne però.”
Non sappiamo se davvero Renzi sia stato l’ispiratore dei 101 che a suo tempo non hanno votato Prodi, però non possiamo non riconoscere che in questa occasione ha ricompattato un Partito Democratico ormai sull’orlo della rottura.
Forse, è il nostro augurio, con un Presidente della Repubblica come Sergio Mattarella, anche Matteo Renzi dovrà darsi una calmata, parlar meno e fare di più.

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