Signore e Signori

TEATRO

117_SignorePiergiorgio Piccoli e Aristide Genovese hanno lanciato una bella sfida osando portare la riduzione dal cinema al teatro di un classico della commedia all’italiana; il bel film di Pietro Germi vincitore nel 1966 a Cannes della Palma d’oro e di due David di Donatello ‘Signore e Signori’ interpretato da Alberto Lionello”, Virna Lisi, Gastone Moschin, e anche dal nostro scrittore vicentino Virgilio Scapin nella parte di don Schiavon; e qui ci piace ricordare ancora l’affetto e l’amicizia che ci legava. Virgilio era uno scrittore ironico, acuto, e noi pensiamo che lui faccia parte dei grandi scrittori vicentini.
Virgilio ha scritto più di un libro ma noi lo ricordiamo soprattutto per come ha saputo trasformare le confidenze di Firmino Miotti in storielle del mondo contadino raccolte nel bel libro dal titolo i “Magnasoete”
Tutto nello spettacolo del Comunale girava alla perfezione, scenografia, stupenda giusta e appropriata che permetteva ad un cast corale e senza incertezze un bellissimo e arioso movimento di andare e venire, a seconda delle esigenze gli attori con gesti ordinati spostavano ora le sedie ora i tavolini e la scena cambiava, un bravo allo scenografo Adriano Pernigotti.
Tra gli attori, tutti bravi, sempre personaggi mai macchiette, doveroso citare Natalino Balasso bravissimo nei suoi tre personaggi; ma ripeto non c’erano squilibri nel cast recitativo, tutto era ben armonizzato.
Quasi obbligatorie le scelte musicali di Carlo Rustichelli e Pietro Germi. La trama parla di corna, tradimenti; lettere anonime, del getta il sasso e nascondi la mano, fa ma nessun “ga da saver gnente.”
Di come quattro donnaioli approfittino di una ingenua minorenne di campagna e di come suo padre riuscirà a poi a guadagnarci ricattandoli; di un ragioniere (Natalino Balasso) con una moglie ossessiva (Anna Zago brava in un doppio ruolo) che lui vorrebbe lasciare per poter vivere il suo amore per una barista (una efficace e disincantata Silvia Piovan), di mogli puritane che si sottraggono ai loro doveri coniugali; ma poi scopriremo che alla fine un peccatuccio anche da parte loro ci può stare.
Tutto questo ambientato in una provincia veneta bigotta e ipocrita negli anni 60. Non si potrebbe raccontare una storia così in un altro periodo, perderebbe il suo significato, dobbiamo dire che per fortuna un po’ di cose sono cambiate .
Questo era l’ultimo spettacolo della 33^ Stagione Teatrale Thienese e gli organizzatori ci hanno chiesto un voto … noi abbiamo dato 9.

1 commento su “Signore e Signori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *