Stanno sprofondando nella m…elma

ATTUALITÀ

Melma L’elenco è troppo lungo per commentarlo tutto. Se viene confermata la sentenza Mediaset contro Berlusconi, cade il governo voluto e sostenuto da Ber-lusconi-Napolitano. Come dire che i giudici devono assolvere Berlusconi perché se no … gli cade il go-verno! E i berluscones schifosamente si permettono di parlare di golpe dei giudici!
Calderoli definisce orango il ministro Kyenge; mentre i suoi rincarano la dose (“a offendersi dovrebbe essere l’orango”), lui fa finta di scusarsi e Maroni non batte ciglio. Di dimissioni neanche a parlarne.
Con il voto contrario del Pd, il ministro dell’interno Angelino Alfano non viene sfiduciato dal Senato per l’affare kazako, che ha visto i nostri servizi segreti restituire al dittatore di quel paese, la moglie e la figlia di un dissidente. Angelino Alfano, il ministro, “non sapeva quel che stava accadendo” e resta il suo posto. Come per “la nipote di Mubarak”, una ridicola bugia viene fatta passare per verità con un voto politico, stavolta anche del Pd.
Al processo Ruby-bis i giudici condannano Emilio Fede e Lele Mora a 7 anni, e Nicole Minetti a 5, per favoreggiamento della prostituzione, a corredo dei 7 anni cui è stato condannato Berlusconi per “prosti-tuzione minorile”; “un sistema prostituivo” pubblicamente denunciato dal pm Ida Boccassini e che l’anfitrione Silvio ha definito come “cene eleganti”.
Ricordiamo, per inciso, che Emilio Fede era direttore di un tg berlusconiano.
Abbiamo già detto che le sentenze dei tribunali sui fatti citati per noi sono metaforicamente state come appendere finalmente un quadro per il verso e al chiodo giusto, mettendo in luce la squallida verità.
Eppure sono ormai 20 anni che la destra berlusconiana imperversa al malgoverno dell’Italia con questa bassezza morale.
Silvio Berlusconi, a lungo premier, da una parte evadeva le tasse che doveva al suo stesso governo e dall’altra si dilettava con i “bunga bunga”.
Angelino Alfano, per salvare Berlusconi aveva inventato il Lodo Alfano, che l’avrebbe reso non per-seguibile, se la Corte Costituzionale non lo avesse bocciato. Enrico Letta lo ha nominato ministro dell’interno.
Di Calderoli basterebbe ricordare le magliette con cui ha offeso l’Islam; ma a noi piace più citarlo come co-autore della legge elettorale, da lui stesso definita una “porcata”, e che non si è ancora stati in grado di cambiare.
E come non pensare che nella scorsa legislatura Nicole Minetti era stata eletta al Consiglio Regionale della Lombardia e che fu lei a presentarsi alla Questura di Milano per prelevare la “nipote di Mubarak”.
Il Pd ha sostenuto fino a dissanguarsi il governo Monti nello sforzo di risanare i conti dello Stato; ora il Pd sostiene il governo che Berlusconi ha voluto due condizioni: l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa e la revoca dell’innalzamento dell’Iva di un punto, misura a suo tempo decisa da Berlusconi-Tremonti, vanificando così i non indifferenti sacrifici fatti da chi le tasse le paga.
Ora il Pd, tutto proteso verso l’astro di Matteo Grillo, nelle sue considerazioni congressuali, deve meditare seriamente sul fatto che, Napolitano o non Napolitano, oggi noi elettori abbiamo esattamente il governo contro abbiamo votato; c’è da chiedersi se saremo ancora disposti a correre questo rischio.

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