Stavolta abbiamo vinto!

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204_MatteoRenziIl più bel commento alla vittoria elettorale del Partito Democratico alle recenti Elezioni Europee lo abbiamo letto, ancora una volta, in una scenetta di Altan su Repubblica, dove al commento di uno dei personaggi “Non possiamo lamentarci”, l’altro risponde “Che peccato”.
Non ci eravamo azzardati, come sempre, a fare previsioni sull’esito delle Elezioni Europee perché è notorio che non le azzecchiamo mai, venendo continuamente smentiti dai risultati. Ma è certo che il risultato del 25 maggio ha superato ogni nostra più ottimistica speranza, non solo per l’oltre 40% di voti al PD di Renzi, ma anche per il drastico ridimensionamento dell’insopportabile Grillo-vociante, quello del “Vinciamo noi!”, e per la conferma che Berlusconi, con la sua ridicola Forza Italia, è ormai fuori dai giochi che contano.Quelli della Lega Nord, ridotti ad un misero 6% si consolano cantando vittoria per il successo degli euroscettici di Marine Le Pen in Francia.
La vittoria del PD in Italia ha chiaramente un nome: Matteo Renzi, che ha fatto una campagna elettorale, sull’onda degli 80 euro, con toni che potremmo definire di un Grillo “educato”, se la cosa potesse esistere. Un successo personale caduto a pioggia non solo sugli altri candidati, ma anche sulle altre elezioni regionali ed amministrative. Peccato non fossero elezioni politiche!
Alcune osservazioni sono comunque d’obbligo. La prima è evidentemente che Renzi ha vinto con le molte promesse, cioè dando per scontate, quasi già fatte, le riforme che deve ancora cominciare a fare; quasi non sapesse che lui farà, e non certo al ritmo di una al mese, le riforme che Berlusconi gli lascerà fare, facendosi menare per il naso come è già successo con la riforma del Senato. Prevedibile quindi che il percorso sarà tutt’altro che liscio, come Renzi vorrebbe farci credere.
Una seconda considerazione, da non dimenticare, è che queste erano elezioni “europee”, per il rinnovo del Parlamento Europeo; usarle per altri scopi e dar loro altre interpretazioni, legate a situazioni locali, è perlomeno fuorviante. Non crediamo che sia di secondaria importanza allora notare che gli anti-europeisti e gli euro-scettici nel loro sbraitare non superano il 25% degli elettori dei 27 Stati dell’Europa Comunitaria; ciò significa che 3 europei su 4 hanno votato per l’Europa, che potrà essere cambiata e migliorata, ma che è ormai un fatto storicamente acquisito. Quelli del no-euro, visti i risultati, potranno ora cominciare a chiedersi perché alla stragrande maggioranza degli europei la moneta unica vada bene, dato che è la garanzia che in caso di necessità qualcuno ci darà una mano.
Un’ultima considerazione personale. Fra i candidati che via e-mail ci hanno chiesto il voto e la preferenza per loro c’è stata anche Alessandra Moretti, che gentilmente ha chiesto “mi dai una mano?” La candidata ci piaceva non solo perché è del PD, la nostra area politica di riferimento, ma anche per come ultimamente lei aveva reagito alle indegne offese dei grillini o grullini che dir si voglia.Per la prima volta nella nostra vita abbiamo risposto con questo messaggio, firmato con nome e cognome: “Sono ben contento di votare per il PD alle prossime Elezioni Europee, esprimendo il suo nome come preferenza, … per darle una mano. Vorrei però farle notare che questa sarà l’ultima volta che posso farlo perché se passa la riforma elettorale del governo di Cicciobello, non potrò più esprimere una mia preferenza per lei o per altri.” Capito il messaggio!

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