Steve Jobs

CINEMA

Film Title: Steve JobsNon capita certo di sovente, in realtà non ricordiamo molti precedenti, che un film risulti migliore del libro da cui è stato tratto. Questo è successo con il film “Steve Jobs” recentemente presentato al Cinema Patronato di Thiene, nell’ambito dei Cineincontri 2016.
Invece di presentare un personaggio a tutto tondo, come aveva fatto nell’omonima biografia Walter Isaacson, accompagnando Jobs, il ragazzo che si scopre adottato, dal famoso garage dove, con Steve Wozniak, fece le sue prime esperienze nel campo dell’informatica, fino alla malattia e alla morte per cancro, passando per i grandiosi successi e i disastrosi insuccessi, il regista del film, Danny Boyle, ha puntato su una inversione di valori in cui è il successo umano, il pieno realizzarsi come persona, che accompagna il suo successo professionale, basato su una visione estremamente severa ma nel contempo avveniristica del mondo dell’informatica.
All’inizio del film, nonostante le schiaccianti prove dell’esame del Dna, Steve si rifiuta di riconoscere come sua, la figlia Laura avuta da Chrisann Brennan; addirittura, con evidente dubbio gusto, arriva ad affermare che Laura potrebbe essere figlia del 28% degli americani.
È comunque la bambina che, con la sua ingenua tenerezza e il suo interesse per il lavoro del padre, riesce a poco a poco a farsi non solo accettare ma anche amare da Steve.
Questa crescita o maturazione sul piano umano si accompagna con la crescita professionale e con le intuizioni avveniristiche di Jobs, che seguiamo dall’Apple al Mac, dal Next all’iMac, con in mezzo anche un periodo di allontanamento dalla Apple perché il suo perfezionismo mal si conciliava con le esigenze del bilancio aziendale.
Finché alla lunga sarà proprio questo intransigente perfezionismo che risulterà vincente anche sul piano commerciale, con una rivoluzione che anche noi stiamo pienamente vivendo e che ha pochi precedenti nella storia umana.
Scena di queste evoluzioni umana e professionale insieme, non è il magnificente proscenio dove Jobs si offriva agli ammiratori esaltati, ma piuttosto il backstage, dove bisogna essere e non solo apparire, dove le sue intemperanze vengono mitigate dalla super-segretaria Johanna Hoffman, una magnifica Kate Winslet, meritato Oscar, con cui lo scontro è sempre aperto, duro, spietato, per chiudersi comunque sempre con l’incontro sul piano umano. “Perché non siamo mai andati a letto insieme?” chiede Steve; e Johanna “semplicemente perché non siamo innamorati!”
Forse il libro è più completo, segue di più la vicenda e lo stile di vita, dieta compresa, di Steve Jobs, fino all’agonia e alla morte; ma il film coglie una sua maturazione, che è prima di tutto umana, e che alla fine ci fa dimenticare le sue intemperanze da genio, capace di sfidare il mondo per piegarlo alle sue visioni avveniristiche.

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