Thiene, immagini di Lampertico, Santo, Rozzampia

ARTE

225_FrazioniÈ vero, ormai ci hanno abituato,… solo che noi ogni volta non riusciamo a non stupirci. Stiamo parlando del gruppo di fotografi composto principalmente da Giuseppe Stella e da Valter e Luca Borgo.
È uscito in questi giorni, ad opera di Giuseppe Stella e con la collaborazione di Valter Borgo, un album intitolato “Thiene, immagini da Lampertico, Santo, Rozzampia”, curato dalle Grafiche Simonato di Fara.
Si tratta di una raccolta di circa 200 fotografie, rigidamente in bianco e nero, che riportano immagini delle frazioni di Thiene, quelle che, a ragione o a torto, si sentono spesso trascurate, se non proprio abbandonate.
Anche se non formalmente, le 200 immagini sono suddivise in tre sezioni, e cioè il paesaggio, gli edifici e le persone.
Evitata accuratamente ogni distinzione tra le tre frazioni, che qui vengono viste come un territorio unico e facente parte di una stessa storia e di una stessa cultura di riferimento comune, l’obiettivo del fotografo punta a cogliere il valore intrinseco, unico, di quanto viene rappresentato. Certo i campi con la fila di morari sono diversi, perché dipende anche da dove sono e dalla stagione in cui sono stati ripresi, ma nella loro diversità costituiscono un unico elemento, dove l’ambiente diventa cultura e modo di vita.
Lo stesso discorso si può fare per le costruzioni, che vanno dalle case umili con interni poveri alle ville e chiese importanti che sono disseminate sul territorio. Sono spesso le abitazioni dei nostri antenati che qui sono vissuti nel duro lavoro dei campi e che il tempo ci restituisce come altrettante testimonianze di una vita diversa dalla nostra.
Case e campi dove vivono ancora persone, fortemente legate alla loro terra e al loro lavoro, che hanno spesso sulla faccia rughe simili ai solchi dei campi arati.
Sparse qua e là anche le tracce della devozione popolare, fatta di chiese, ma anche di semplici capitelli, con il Rosario di maggio, o di momenti spirituali vissuti in piccole comunità nell’aia della propria casa.
Poi le sorprese, come quella di trovare lo stella del Comne di Thiene nella Chiesa del Santo, o la elaborata meridiana che ci ammonisce “son figlia del sol sebben son’ombra”.
Un aspetto che ancora una volta ci ha felicemente sorpreso nelle fotografie di Giuseppe Stella è il fatto che il ricercato realismo, colto nella sua essenzialità, molto spesso si carica di poesia, che lo trascende e lo rende sentimento cui ci è facile partecipare immedesimandosi. Insomma quel paesaggio, quell’ambiente, quella persona finiamo per sentirle più nostri, facenti parte della nostra tradizione culturale.
Sorprendono poi alcune immagini, spesso si tratta di particolari, che partendo dal realismo fotografico assumono caratteri ed esiti poetici così ricercati e sorprendenti da sconfinare nell’arte astratta

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