Ti ricordi di me

TEATRO

Continua a buon livello la 33^ Stagione Teatrale Thienese che recentemente ha offerto “Ti ricordi di me”, una commedia romantica, sorridente, leggera ma con molti spunti di riflessioni, rappresentata con professionalità e bravura.
Protagonisti in un palco spoglio, dove si poteva notare un grande pannello luminoso che faceva da sfondo e usato con molta effetto nei cambiamento di colore per sottolineare i vari stati d’animo, sono stati anche i sei sgabelli che erano in scena.
Usati con molta naturalezza da Beatrice e Roberto, i nomi dei due protagonisti, diventavano strada facendo, una sala d’attesa di una terapeuta, oppure una carrozza della metropolitana, un carrello della spesa, una gioiosa discesa dalle montagne russe, o una romantica balaustra su cui appoggiarsi per entusiasmarsi davanti a un tramonto.
Bravo e attento il regista Sergio Zecca, ha trattato il tutto in modo molto diligente e curato.
Azzeccata anche la scelta di Ambra Angiolini e Edoardo Leo fisicamente perfetti per rappresentare la storia; bravi anche come attori, recitazione naturale dal ritmo incalzate e mai in calo. Efficaci e bravi anche nello sdoppiamento dei personaggi.
La storia racconta di Beatrice e Roberto che si incontrano sotto il portone della loro psicologa, entrambi hanno alle spalle una vita confusa e priva d’affetto e d’amore, lei maestra elementare e narcolettica, lui cleptomane, aspirante scrittore di favole dai titoli assurdi.
Roberto sente subito che lei ha il profumo della donna della sua vita e incomincia a corteggiarla. Dopo un corteggiamento strampalato dove i regali sono degli oggetti insensati che lui ruba nei negozi, e qui ci strappa più di un sorriso, la storia dei due si incastra e loro la vivono felici, i loro problemi sembrano superati, arriva anche il piccolo Ruben; e noi vi assicuro l’abbiamo visto attraverso uno sgabellino blu.
Quando crediamo che tutto si concluda con il lieto fine, Beatrice sviene in metropolitana e rimane vittima di una forte amnesia, a soccorrerla sarà il suo primo fidanzato che era sparito dalla sua vita. Lei scompare.
Un Roberto ansioso, tenero e buffo, soprattutto quando dialogherà con Ruben, “lo sgabellino blu”, e la cercherà ovunque; riuscirà a rintracciarla dopo un anno e mezzo in Svizzera, dove lei si è sposata e ha ripreso l’insegnamento nella scuole primarie, riuscirà a parlare con lei e ad avere un appuntamento.
In questa storia il tema è l’amore e qui c’è ne offre un bell’esempio.
Il dialogo telefonico nel finale della commedia ci lascia intendere che i due si riuniranno, ed è anche quello che noi in platea vogliamo; dunque l’amore sopratutto: l’amore è la vera soluzione, l’ancora di salvezza, assieme alla pazienza e alla volontà, e che non bisogna arrendersi mai.