Torna l’incubo del trionfalismo

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TrionfalismoTorna di questi tempi l’incubo del trionfalismo politico da cui siamo stati perseguitati per più di un ventennio da Silvio Berlusconi; è questa la terribile sensazione che proviamo in questo periodo di fronte alla massiccia azione di propaganda mass-mediatica messa in atto da Ciccio Bello per farci votare come vuole lui al prossimo referendum costituzionale.
Una campagna elettorale innaturalmente, mostruosamente lunga ed ossessiva, con cui siamo quotidianamente assicurati che va tutto molto bene, e che per quel che ancora non va bene Renzi e le sue minestrine hanno già la soluzione, soprattutto se voteremo come ci suggeriscono.
L’economia, nessuno ci crede, nel 2017 migliorerà di un favoloso uno per cento, il job act ha di fatto trasformato chi aveva un posto fisso in un precario, i giovani scappano all’estero alla ricerca di una dignità; e poi succede che casualmente in qualche statistica le cose migliorino dello zero virgola, ciò che a noi fa pensare ad una situazione stagnante, mentre, apriti cielo, il coro delle veline della tv di Stato ci ripete ossessivamente, come le pecore di Orwell, che “la pace è guerra, la guerra è pace”.
Qualcuno ha notato che Renzi sta di fatto attuando il programma di riforme a suo tempo elaborato da Silvio Berlusconi, un programma che spaziava dalla riforma della Costituzione, all’abolizione dell’art.18, fino all’immancabile ponte sullo Stretto di Messina, magari passando per le sue leggi ad personam.
Poi Ciccio Bello e consorte vanno alla Casa Bianca per una cena italiana, e Mr. Obama, alla fine dei suoi due mandati di una presidenza Usa che, nonostante qualche risultato, è stata certamente al di sotto delle aspettative che aveva sollevato, si imbarca in un inopportuno endorsement della riforma costituzionale dell’amico Renzi, che non sappiamo quanto conosca, dimenticando che la Costituzione Usa, salvo che per il 5° emendamento, è la stessa da due secoli e nessuno si sogna di volerla cambiare, neanche Donald Trump. Chissà poi perché a noi è venuta in mente la dacia con Silvio e Valdimir in colbacco!
E come il ventennio berlusconiano è miseramente crollato quando ci si è accorti che il re era nudo, e che con le sue sempre imminenti riforme ci stava portando verso il baratro economico, oggi bisogna rendersi conto che la riforma costituzionale proposta da Renzi, in combinazione con la nuova legge elettorale, si viene a formare una miscela micidiale che rischia di portarci dentro il buco nero dove finiscono la democrazia e la nostra libertà.
Noi che viviamo nella vita reale di ogni giorno, noi che ci arrabattiamo con i mille problemi della burocrazia, della scuola, della salute ecc., alle favole che Ciccio Bello ci racconta non abbiamo più l’età per credere e il suo vuoto e innaturale trionfalismo ci dà solo fastidio.
Un esempio? Prendiamo la ‘buona’ scuola a Thiene. Al posto degli una volta esistenti quattro dirigenti scolastici, oggi ce n’è uno solo, un Superman fra l’altro in reggenza con la presidenza di qualcosa come un liceo di Schio.
Ci spiace per Renzi, ma noi a queste sue grandi riforme migliorative proprio non crediamo.
E quindi fanfara e …
“Sempre allegri
bisogna stare
ch’el nostro piangere
fa male al …Renzi.”

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