Tu sei il male

SCAFFALE

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di Roberto Costantini

Un thriller poliziesco di 670 pagine, con una vicenda lunga 24 anni, tra le finali mondiali di calcio di Spagna del 1988 e quella di Germania del 2006; stiamo parlando del romanzo “Tu sei il male” di Roberto Costantini, edito dalla Marsilio nel 2011.
Protagonista è Michele Balistreri, il giovane commissario di polizia a cui viene affidato il caso della sparizione di Elisa Sordi, una giovane e procace impiegata in un ufficio immobiliare del Vaticano a Roma avvenuta proprio l’11 luglio 1988, serata della vittoriosa finale dell’Italia al Mun dial di Spagna; alcuni giorni dopo la giovane ragazza verrà trovata morta assassinata sul greto del fiume Tevere. Qualcosa va però storto nelle indagini e il caso rimarrà insoluto, ed anche sulla coscienza del Commissario Balistreri per averlo trattato inizialmente con una certa leggerezza.
La sera del 6 luglio 2006, in cui l’Italia calcistica si gioca la finale mondiale a Berlino, in Germania, la madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone di un palazzo sempre di Roma.
Il Commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della polizia di Roma, deve riaprire le indagini sul caso Sordi, collegandole con una impressionante serie di delitti di giovani donne, sul corpo di ognuna delle quali viene incisa una lettera dell’alfabeto.
Da una parte si scopre che il delitto Sordi è stato coperto da una serie di compiacenti bugie e di depistaggi, mentre l’insieme delle uccisioni viene ad inquadrarsi come parte di un fanatico disegno eversivo per destabilizzare l’Italia che accoglie gli stranieri, soprattutto i romeni.
Il teorema tutto politico sarebbe questo: favorire le organizzazioni criminali romene operanti in Italia, soprattutto nell’ambito della prostituzione, per provocare una reazione popolare in grado di destabilizzare il governo democratico per sostituirlo con un governo autoritario e razzista.
Qui evidentemente siamo entrati nella fantapolitica, fatta di politici corrotti e di complicità vaticane, sempre sulla scorta delle indagini poliziesche di Balistreri e dei suoi col-laboratori.
Il finale di un thriller non va mai anticipato; per cui ci limitiamo a considerare che questa opera prima di Roberto Costantini ha almeno un pregio e un difetto da rilevare: il pregio è lo stile narrativo, semplice, lineare, diretto, se vogliamo minimale, ma con una buona capacità di tratteggiare i personaggi e la loro psicologia più o meno contorta.Il difetto è dato dalle 669 pagine sulle quali l’autore si dilunga, con annotazioni meticolose ma senza un sostenibile un ritmo narrativo.