Un covo di vipere

SCAFFALE

Nido_Vipere “Un covo di vipere” è il libro per l’estate di Andrea Camilleri, edito dalla Sellerio editore di Palermo nel maggio 2013 e che da settimane occupa stabilmente i primi posti nelle graduatorie dei libri più venduti in Italia.
Vi ritroviamo il mondo di Vigatà, con il commissario Montalbano e i suoi colleghi, tra cui il simpatico Catarella, e naturalmente l’eterna fidanzata Livia.
Le indagini questa volta riguardano il ragionier Cosimo Barletta, “sciupafemmine compulsivo e strozzino”, che viene trovato morto, ucciso contemporaneamente da una dose di veleno e da un colpo di pistola.
Durante le indagini Montalbano scopre che, dopo tante donne avute, per amore o per ricatto, il ragionier Barletta sembra essersi finalmente innamorato di una giovane studentessa, Michela, per la quale, dopo averle intestato un appartamento, era ora intenzionato persino a cambiare il testamento che il ragioniere aveva già fatto a favore dei suoi due figli, i quali naturalmente diventano gli indiziati principali.
Una storia parallela è quella di uno strano personaggio che vive da eremita in una grotta sul sopramonte di Vigatà e della cui sorte e salute Livia si preoccupa, al punto da far ingelosire il Commissario Montalbano.
Le dichiarazioni del figlio maschio di Cosimo Barletta, Arturo, denotano qualche incongruenza circa l’orario cui dice di essere arrivato alla villa dove suo padre era stato ucciso; alla scoperta di tali incongruenze il commissario perviene anche per la testimonianza della sorella, Giovanna, che sfrontatamente cerca di sedurre Montalbano per farsi tenere al corrente sull’andamento delle indagini che riguardano suo fratello; anche perché nel caso di colpevolezza del fratello, lei diventerebbe l’unica erede, visto che non c’è stato il tempo di cambiare il testamento del padre.
Un’ulteriore complicazione al caso Barletta deriva dal fatto che in un scomparto segreto della sua scrivania vengono trovate delle lettere d’amore infuocato scritte da una donna misteriosa che sembra avere una perdurante e profonda relazione col ragioniere.
Tocca al lettore a questo punto provare a immaginare come potrebbe risolversi un delitto maturato un questo “covo di vipere” che circonda il ragionier Cosimo Barletta.
A noi basterà dire che l’ambientazione è quella solita dei tanti romanzi di Camilleri, che la lingua usata da Camilleri è il suo solito italo-siculo, a cui ormai siamo abituati, ma che questa volta, pur restando un buon romanzo, ci sembra meno coerente e compiuto di molte opere precedenti.

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