Un Russiagate all’italiana?

ATTUALITÀ

Recentemente (6 marzo) il quotidiano la Repubblica ha pubblicato un articolo che ci ha lasciato molto perplessi.
Si parla di un messaggio e-mail, con allegato un documento riguardante l’azione politica che la Russia di Putin intende portare avanti nei paesi della Unione Europea.
Il documento in cirillico – sempre secondo Repubblica – esplicita un piano che riguarda “Attività del team di politica estera”. Il piano, articolato in 5 punti, punta nel complesso a far superare le sanzioni nei confronti della Russia per la questione della Crimea.
E questo con vari metodi che vanno dall’organizzazione di congressi e manifestazioni, ai viaggi in Russia di esponenti politici europei, alla pubblicazione nella Ue, negli Usa e in Turchia di materiali favorevoli alla politica russa, per la quale sono previste “lo sviluppo e il sostegno di piattaforme di social media.”
Il documento sarebbe stato allegato il 3 aprile 2017 da Pjotr Premjak, ex-politico e funzionario dell’intelligence, oggi assistente di un deputato di Russia Unita, il partito di Putin, che ha affermato di aver allegato il documento di cui non era l’autore.
Destinatario del documento è un certo S. A. Sokolov che il sito del Cremlino indica come responsabile del Dipartimento di politica estera della Presidenza russa.
Il documento è stato intercettato dal Dossier Center, una organizzazione creata da un petroliere russo divenuto dissidente, oggi residente a Londra. Il Dossier Center avrebbe quindi passato il documento alla Bbc, alla Zdf tedesca e al settimanale Der Spiegel, oltre naturalmente a Repubblica.
Nel documento sono anche elencati per ogni singolo paese della UE una lista di partiti politici con cui costruire una “rete informale”. Così per la Francia viene citato il partito di Marine Le Pen, per la Germania ben tre partiti di estrema destra.
Per l’Italia sono nominati il Movimento 5 Stelle e la Lega di Salvini. Naturalmente non è dato di sapere sei i due partiti, oggi al governo in Italia, abbiano o no aderito alla “rete informale”.
Sempre secondo Repubblica, in un viaggio a Mosca, alcuni esponenti del M5S avrebbero chiesto la fine della sanzioni alla Russia, mentre Salvini avrebbe addirittura “firmato un accordo di collaborazione di ampio respiro proprio con il partito di Premjak (e di Putin)”.
È evidente che, visto anche quanto è successo negli Usa, dove il procuratore Robert Mueller, se non ha accertato la collusione di Trump, ha comunque stabilito che “i servizi di intelligence russi hanno condotto operazioni di ‘misure attive’ per influenzare l’elettorato americano e far vincere Trump, notizie del genere non possono certo lasciarci tranquilli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *