Una bestemmia!

ATTUALITÀ

210_Numero 10“Si tratta di una appropriazione indebita con l’aggravante della finalità economica dell’utilizzo”; questa è l’accusa rivolta dalla Diocesi di Rio de Janeiro alla Rai che in uno spot sui mondiali di calcio in Brasile, fa indossare la maglia n. 10 nientemeno che alla statua del Cristo Redentore che domina la città.
Questo spot sembra abbia aperto un contenzioso con la Diocesi, con una richiesta di risarcimento danni per una cifra che si aggira sui 7 milioni di euro.
Il motivo del contendere, in tribunale, sembra sarà se si possa o meno appropriarsi del simbolo identificativo di un luogo, con un’incertezza sulla decisione di chi sia il giudice che ha la competenza di giudicare.
Insomma tante parole per un fatto che nella sua chiarezza è incontrovertibile: si tratta di una bestemmia! E chi bestemmia deve solo vergognarsi.
Crediamo che nessuno, a parte la Rai, sia mai arrivato a far indossare a Cristo una maglia da calcio, solo per fare pubblicità alle sue trasmissioni. Tra poco, inevitabilmente, toccherà a Papa Bergoglio, che potrebbe sponsorizzare una marca di utilitaria, mentre si cerca uno slogan furbo per Maria.
La pubblicità in Rai, dopo aver raggiunto e superato ogni limite si sopportazione per quanto riguarda la quantità, diventando una ossessione inaccettabile, sta ora degenerando in qualità, arrivando a forme di offesa del buon gusto di cui sembra nessuno si accorga, tutti presi come siamo dal problema di Balottelli e della disastrosa figura della nostra Nazionale.
In questi mondiali è stata introdotta la novità del tie-break, cioè di una interruzione di 3 minuti per far riprendere il fiato ai giocatori sfiancati più dal clima che dalla fatica; quando l’abbiamo visto applicato dall’arbitro per la prima volta, il commentatore della Rai non ha trovato di meglio che dire “Ne approfittiamo anche noi per un po’ di pubblicità!” Quel che si dice un’ossessione.
Il bello è che, se la Rai dovesse essere condannata a pagare 7 milioni di euro, lo farà attingendo i soldi dal nostro canone, aggiungendo al danno anche la beffa.
Naturalmente senza che in Rai nessuno si vergogni!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *