Una mutevole verità

SCAFFALE

315_VeritaMutevoleCi sono situazioni in cui, ad una prima lettura, le cose appaiono diverse da come sono in realtà avvenute; questo sembra essere il tema di fondo di “Una mutevole verità” di Gianrico Carofiglio, edito dalla Einaudi nel giugno 2014 e balzato subito in testa alle classifiche estive dei libri più venduti.
L’autore chiarisce subito che “le date, i nomi, i luoghi indicati in questo romanzo sono di fantasia. I fatti sono realmente accaduti, altrove.”
Si tratta di una inchiesta condotta dal maresciallo Pietro Fenoglio su un caso di omicidio di un uomo avvenuto in un condominio, dove la portinaia ha visto il probabile assassino scendere le scale e uscire, dicendo di aver sbagliato palazzo nella consegna di un pacchetto che, stranamente, appena uscito all’aperto, getta nel cassonetto delle immondizie.
Sulla base di questa testimonianza, che lascia pochi dubbi, si diparte l’indagine, in cerca delle necessari conferme. Solo che, per il maresciallo Fenoglio e per il brigadiere Spalletti, si tratta di un caso strano, apparentemente troppo facile da risolvere.
“Ottimo, – considera il maresciallo – quando un’indagine prende un’accelerazione così immediata e rapida. Però il rischio, in questi casi, è di mettere a fuoco una cosa soltanto, e di tralasciare ogni altro dettaglio, che magari è importante o addirittura decisivo.”
E infatti, proseguendo le indagini diciamo a 360 gradi, il nostro maresciallo finisce per notare che ”lì c’era qualcosa di fuori posto, che non era riuscito ad identificare. Un’incoerenza, un elemento dissonante.”
L’indagine avrà un esito diverso da quello intuibile all’inizio, e che non possiamo rivelare, dando ragione al Fenoglio secondo cui “la dote fondamentale dello sbirro è proprio questa… andare alla ricerca delle discontinuità, delle note dissonanti.”
È evidente che condurre un’indagine poliziesca in questi termini diventa più che altro un gioco psicologico, un’introspezione nel comportamento delle persone e nelle reazioni dei vari personaggi più o meno coinvolti.
Non servono poliziotti con grandi doti investigative, ma uomini preparati, attenti ed impegnati nel loro lavoro e a cui l’esperienza ha insegnato a dare peso e importanza anche agli elementi apparentemente più insignificanti che la realtà può offrire. Questo perché la verità a volte è mutevole.
Resta da dire che la narrazione di Gianrico Carofiglio in questo romanzo è semplice, lineare, ben equilibrata ma nel contempo efficace e soprattutto piacevole alla lettura.

2 commenti su “Una mutevole verità

  1. Fabrizio, sono perfettamente d’accordo con il tuo pseniero!Credo anche che uno dei motivi delle crisi (anche questa attuale) e8 proprio il non aver creduto, spinto e lavorato sull’innovazione da parte di tutti o forse solo di molti .La curiosite0, la luce negli occhi, la grinta delle nuove tigri d’oriente dovrebbero caratterizzare la vita di chiunque di noi e a maggior ragione la nostra vita professionale, istituzionale e sociale. Il sistema dovrebbe virare immediatamente per la rotta meritocrazia e lungimiranza per lasciare la bonaccia che ci ha tenuti per troppi anni alla deriva su antipatiche onde lunghe e spesso concentriche.Insegnare ai giovani che innovare e8 un must ed educare, top down o bottom up, tutti i loro interlocutori ad ascoltarli e capire come inserire le loro idee, o parte di queste, in un nuovo modello win-win che tuteli i diritti del vecchio con le aspettative del nuovo e8, secondo me, la sfida di questi prossimi anni. Ho usato non casualmente la parola insegnare perche8 la Scuola deve essere uno dei primi e principali centri di attenzione degli innovatori. L’Umbria potrebbe diventare un ottimo laboratorio di Scuola Innovativa che sperimenti con i piccoli numeri regionali soluzioni e modelli replicabili in contesti sociali ben pif9 grandi. Chisse0 se fra qualche anno avremo mai la possibilite0 di vedere anche noi tanti ventenni umbri che non saranno semplicemente bravissimi utenti di innovazione, ma anche tante teste pensanti che, con il supporto di un sistema efficiente e anch’esso innovativo e illuminato, avranno fornito al mondo intero innovazioni da utilizzare tutti i giorni volere e8 potere!

  2. . per completare il rmongiaaento e aggiungere altri spunti utili al confronto.Pensate cosa potrebbe diventare l’Umbria con una grande organizzazione e servizi di altissimo livello focalizzati su Campus di formazione distribuiti sul territorio ma in rete fra loro e i il mondo, integrati con le attivite0 economiche e la vita sociale umbra (glocal).Cultura, Formazione, Innovazione, Turismo, Enogastronomia, Arti e Professioni, Imprenditorialite0, Finanza, Trasporti, Logistica, Edilizia residenziale: tutti sotto sistemi del nostro tessuto socio economico che potrebbero svilupparsi a velocite0 e volumi ben maggiori degli attuali.L’Umbria diventerebbe la classe di riferimento per il mondo intero una Regione-Scuola che fa crescere e incontrare le menti pif9 illuminate del pianeta in un ambiente smart, green, slow e open, che ha dato i natali, fra gli altri, a San Francesco e ad Aldo Capitini.

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