Una Pasqua così, così

ATTUALITÀ

Da giovani sentivamo nostra madre secondo cui una Pasqua “alta” era foriera di disgrazie e gravi sconvolgimenti; non sappiamo se allora questa credenza popolare venisse poi rispettata, ma di sicuro, se non lo fece allora, lo ha fatto quest’anno con questa Pasqua eccezionalmente ‘alta’ che ci trova in una situazione con non poche preoccupazioni.
Tutti i dati statistici giornalmente confermano che le misure prospettate dal governo ci stanno portando verso una catastrofe da cui vorranno anni per risollevatrci.

Le misure economiche finora adottate sono state prese
all’insegna di una scommessa, cioè che ci sarà una ripresa economica artificialmente provocata, che attualmente non si vede nemmeno all’orizzonte, mentre rifiutando ogni principio di austerity, stiamo inesorabilmente aggravando il debito pubblico (aumentato di 70 miliardi in un anno).
Alla deriva morale provocata da 20 anni di berlusconismo, dove ognuno si considera legge a se stesso, si stanno opponendo provvedimenti all’insegna della chiusura e della grettezza sovranista; in nome del trumpiano principio di “prima gli italiani” si sono chiusi i porti agli immigrati, come se quelli che arrivavano non fossero destinati a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare; questo “prima gli italiani”, ci chiediamo infatti, riguarda anche il lavoro nelle concerie o la raccolte dei pomodori nel meridione?
Siamo di fronte al rinnovo del Parlamento Europeo, dove sembra che saremo travolti da una valanga sovranista che dell’europeismo è l’esatto contrario, se non la negazione. Sembra quasi che si dovrà votare tra chi vuole andare avanti con il processo di unificazione europea e chi invece vuole tornare indietro alle politiche nazionaliste in nome del sovranismo politico.
Ma forse quel che ci preoccupa di più è che ad affrontare questa sfida decisiva sul piano dell’integrazione europea la sinistra italiana si presenta divisa, senza la volontà di appoggiare tutti insieme un’idea comune, un tentativo di allargare quel senso di solidarietà sociale, quel mettere insieme le nostre forze in uno sforzo unitario che è alla base dei grandi europeisti come Altero Spinelli.
A questa maturazione verso un’idea di Europa democratica e popolare non sono certo di aiuto i media di massa italiani, più rivolti a rimbambire le persone che ad informarle; ormai la discussione politica è diventata un indegno starnazzamento, dove tutti gridano per soverchiare la voce degli altri; e le idee, quando ci sono, vengono affogare nello schiamazzo.
Per non parlare di trasmissioni come “Chi l’ha visto?” dove col più totale cinismo si fa spettacolo, si fa audience con il dolore e le disgrazie delle persone.
Ci limitiamo alla situazione italiana perché è quella che dovremmo ripulire prima di permetterci di guardare agli altri; anche perché se dovessimo guardare all’America di Trump, al Venezuela, al Medio Oriente e alla vicina Libia, la Pasqua sarebbe ben peggiore

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