Una questione di civiltà

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image DibattitoLa notte del Brexit, che abbiamo vissuto sull’isola di Skype in Scozia, ci è tornata alla mente in occasione della recente notte in cui sono arrivati i risultati del Referendum costituzionale.
Ne parliamo non per entrare nel merito di due eventi politici che, assieme con l’elezione di Donald Trump a presidente degli Usa, hanno fortemente caratterizzato questo 2016, ma per una questione di stile, una differenza di educazione civica di cui siamo stati testimoni diretti.
Sul Brexit abbiamo già descritto un dibattito tv cui abbiamo assistito. Un moderatore che dava la parola al rappresentante del Sì e a quello del No, che hanno esposto pacatamente le loro ragioni ad un pubblico di una ventina di persone, ognuna delle quali ha potuto fare una domanda. Il tutto nel più attento silenzio, per ascoltare chi in quel momento stava parlando.
La notte del 4 dicembre, dopo aver sentito le prime proiezioni di voto del Referendum costituzionale, abbiamo deciso aspettare il preannunciato intervento di Matteo Renzi.
Non potendo sopportare per una viscerale repulsione Bruno Vespa, abbiamo seguito il dibattito elettorale sulla Rete 3, dove oltre la conduttrice (di cui non sappiamo il nome) c’erano i rappresentanti dei partiti: gli on. Gasparri, Cicchito, una rappresentante del Pd e uno del Movimento di Grillo; c’erano poi dei collegamenti esterni.
È stata una estrema sofferenza tirare fino a dopo mezzanotte per sentire Renzi, assistendo ad un dibattito politico che era all’insegna della più completa inciviltà e della assoluta mancanza di rispetto per chi tentava di esprimere la sua opinione.
Gasparri era inarrestabile, ha continuato ad intervenire pesantemente su tutti comunque, al limite dell’indecenza; subito dopo per inciviltà veniva Cicchito, che esprimeva il più profondo disprezzo per chi non la pensava come lui.
Seguivano a ruota gli altri, con il giovane grillino che poteva essere considerato meno peggio degli altri.
La conduttrice poi, dovrebbe cambiare mestiere, perché assolutamente incapace di tenere in mano la situazione, magari richiamando se non proprio fermando, chi interviene sugli altri che stanno parlando.
Ad un certo punto, nello squallore più generale, c’erano i quattro personaggi che parlavano tutti contemporaneamente, mentre la conduttrice da parte sua parlava con un personaggio collegato all’esterno dello studio.
Allora ci siamo resi conto che più di una questione di rifare la Costituzione, in Italia c’è un problema di democrazia, che dà diritto non solo di parlare ma anche di essere ascoltati e valutati per quel che si dice.
Insomma una questione di civiltà!

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