Verso il Trumgate?

ATTUALITÀ

Trump Noi non sappiamo predire se quella avviata dai giudici americani negli Usa sia la procedura che porta all’impeachment di Donald Trump o comunque alle sue dimissioni da presidente degli Usa.
Quello che consideriamo osservando i primi mesi della sua amministrazione è che ci troviamo di fronte ad una svolta politica con cui ci si illude di tornare indietro, a quel passato in cui si ragionava effettivamente in base al concetto di “America first!”
Ai tempi cioè del secolo scorso in cui gli States, usciti dal loro isolazionismo, diventando una potenza mondiale (una super-potenza, si diceva allora), giudicavano tutto e tutti, e in tutto il mondo, in base a fatto che fosse utile all’America; se era utile era buono, se era di scarso interesse o addirittura dannoso, era cattivo e da combattere.
Dal Vietnam al Medio Oriente questo principio dell’America First era diventato mondiale, con interventi militari, spesso disastrosi, dettati dalla convinzione di essere una sorta di “gendarme” che regolava e stabiliva la convivenza tra gli stati nel mondo.
Quell’epoca, oltre che disastrosa, si è mostrata superata, per quanto con difficoltà ed incertezze dall’amministrazione Obama, che ha fatto scelte di conciliazione e di mediazione, soprattutto considerando che le superpotenze mondiali non erano più due (Usa e Russia) ma per il momento tre, con l’aggiunta della Cina.
Come dire che sui problemi interni ed esterni gli Usa invece di imporsi dovevano mediare.
In pochi mesi, dopo aver disarticolato il sistema sanitario dell’Obama-care, Donald Trump, con tanto di pompose cerimonie di firma, ha abbandonato l’accordo di Parigi sulla difesa dell’ambiente e recentemente ha denunciato l’accordo che, per la mediazione di Papa Francesco, Obama aveva fatto con il governo di Cuba.
Nel suo recente viaggio in Europa è stata solo la diplomazia che ha coperto l’ospite Trump dall’antipatia generale nei suoi riguardi suscitata in Vaticano come il Germania, mentre nei suoi confronti si facevano più pressanti le inchieste giudiziarie.
Quello che Donald Trump non riesce a capire è che il mondo semplicemente è cambiato, che l’eroe western non è più di moda e che oggi nel consesso mondiale le soluzioni ai problemi si mediano, non si impongono in base ad un antistorico ‘America First!’
Quello che il presedente Usa sta caricando giorno per giorno è un gioco che finirà per distruggerlo, rallentando ma certo non fermando, i problemi che esistono sul piano internazionale.
Quanto distante è, ci chiediamo, quel Donald Trump che vuole fare costruire ai messicani un muro per impedir loro di entrare negli States, da quel J.K. Kennedy che di fronte al muro di Berlino gridò “Ich Bin ein Brerliner!”

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