Verso Monet

ARTE

182_Monet Abbiamo finalmente avuto l’occasione di visitare a Vicenza la Mostra “Verso Monet” che aperta il 22 febbraio sarà visitabile fino al 4 maggio.
Intanto c’è da apprezzare la struttura che ospita la mo-stra, cioè la Basilica palladiana, che nel tempo abbiamo visto variamente utilizzata, perfino per incontri di pallacanestro, ma che con il recente restauro offre uno spazio espositivo di pregio assoluto.
C’è quasi la sensazione che tutta la Mostra contenuta entro la Basilica, possa essere ricondotta ad una realtà storica che caratterizza Vicenza.
La Mostra “Verso Monet” ha come sottotitolo “la Storia del paesaggio dal ‘600 al ‘900”.
Proveniente da Verona, dove ha avuto 200 mila visitatori, a Vicenza si presenta con 100 opere suddivise in 5 sezioni.
Forse mai come in questo tipo di mostre, alla visita personale è preferibile la visita di gruppo con una guida; sempre che la guida sia in grado di condurci attraverso le varie fasi che le 5 sezioni rappresentano.
Si parte dal Seicento con opere di Poussin e Lorrain in cui il paesaggio è ancora lo sfondo di una rappresentazione che più o meno si rifaceva all’ambito religioso.
Nel ‘700 con molti pittori olandesi, ma soprattutto con i vedutisti come Canaletto, Bellotti, Guardi, il paesaggio tenta di riprodurre il più fedelmente possibile la realtà, all’interno della quale c’è anche l’elemento umano, come parte e non più comunque protagonista della scena.
A poco a poco, con passaggi intermedi di Turner e Constable, ma anche con i diversi realismi americani, si passa all’ Ottocento con il paesaggio che non è più realtà vista ma interpretazione della stessa dettata dall’ stato d’animo dell’artista.
Siamo alla grande stagione dell’Impressionismo, qui rappresentato dalle 50 opere dei grandi maestri come Cezanne, Van Gogh, Gauguin per arrivare alle 25 opere di Monet, dove il paesaggio è interiorizzato nell’animo umano e serve ad esprimere non la realtà veduta ma lo stato d’animo dell’artista, quel che si dice un “paesaggio dell’anima”, come negli ulivi che segnano la pazzia di Vincent Van Gogh.
Sono in questo modo aperte le porte al ‘900 scomposizio-ne cubista e con la sua arte astratta, dove il paesaggio più che visto è coltro attraverso i sentimenti che ispira.
Dicevamo che una buona guida, la nostra lo era, può aiutare a condurre il visitatore in questa evoluzione del paesaggio nella storia della pittura, sottolineando elementi che segnano la novità e che da soli difficilmente avremmo potuto cogliere.

1 commento su “Verso Monet

  1. Marta 29 agosto 2011 E’ vero..e8 cosec d.a.m .una imigamne vale pif9 di mille parole. Innanzitutto perche8 una foto e8 un Ricordo e poi perche8 se chi scatta riesce a racchiudere nello scatto tutta l’ emozione del momento quello scatto non e8 una semplice imigamne ma ha vita! Ci sono foto piatte e banali e foto vive .. travolgenti ed emozionanti: e8 la capacite0 del fotografo di ricevere emozione dall’esterno per poi dare emozione alla propria imigamne. Penso che ad alcune persone riesca molto naturale scattare con passionalite0, per altre e8 meno semplice allora mi rivolgo a queste ultime che hanno pif9 difficolte0 e le invito ad allenarsi a lasciarsi andare, a lasciarsi travolgere da cif2 che de0 loro emozione e scattare utilizzando sempre questo ingrediente. E vedranno come le loro fotografie saranno vive! Fotografare e8 anche la mia forma di espressione e la mia passione ed evolve sempre come hai scritto nel tuo articolo. La fotografia e8 un vero e proprio linguaggio!

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