Verso un governo sovranista?

EDITOR

Che non potesse durare a lungo era nell’ordine naturale delle cose; stiamo parlando del governo giallo-verde del premier Conte e dei due vice-premier Salvini e Di Maio.
Non è tanto, o solo, per quel che hanno fatto o non fatto, con punte di assurdo; è che si trattava di un governo nato male e finito peggio, per le contraddizioni interne tra le forze politiche da cui era formato. Basterebbe pensare alla questione della Tav.
Il risultato delle ultime elezioni politiche del 2018 aveva premiato con il 32% dei consensi il Movimento 5 Stelle, portando al governo persone decisamente impreparate a ricoprire la responsabilità di premier o di ministro.
D’altro canto la Lega, che non è più Lega Nord, in questi mesi ha visto il suo consenso popolare aumentare dal 17% delle politiche ad oltre il 34% delle elezioni europee.
Era evidente, come ha dichiarato al premier Conte, che Salvini volesse cogliere il momento per capitalizzare questo consenso, in modo da diventare decisivo e condizionante per ogni possibile futuro governo.
Per far questo la Lega deve inevitabilmente passare per nuove elezioni politiche, che Salvini ormai invoca a gran voce, esorcizzando ogni possibile inciucio, compresa un’alleanza del M5S con il Pd di Zingaretti.
Purtroppo, per quel che ci riguarda, l’intenzione di Matteo Salvini è quella di creare un governo a forti tinte sovraniste, cioè un governo che forte di un consistente consenso popolare, realizzi forme sempre più marcate di autoritarismo, anche al di fuori dei criteri democratici che sono dettati dalla Costituzione o dai trattati internazionali; come, non ultimo, ha dimostrato il recente Decreto Sicurezza bis.
Sono molti a denunciare il pericolo di un governo sovranista, a cominciare da Papa Francesco, secondo il quale il sovranismo nazionalista porta inevitabilmente a conflitti, quando non alla guerra.
Di fronte a questo pericolo, resta alle forze politiche che si richiamano alle regole democratiche della Costituzione il dovere morale di opporsi; ormai i distinguo, le reticenze, i possibilismi non sono più ammessi.
Anche perché bisogna aver ben chiaro che dietro il disegno politico sovranista di Salvini, c’è il progetto di Putin di usare Salvini per scardinare l’Europa comunitaria.
In questa Italia ormai in piena deriva politica, in preda all’accattivante populismo di Matteo Salvini, l’impegno di ogni cittadino democratico deve essere quindi ancora una volta quello di “resistere, resistere, resistere”.
Molti sono i commentatori politici che oggi si chiedono se il sistema democratico previsto dalla Costituzione sia ancora in grado di far fronte ai pericoli che oggi lo minacciano; detto in altri termini, ci si chiede se gli Italiani siano ancora sufficientemente democratici da non cedere alle lusinghe sovraniste di Matteo Salvini.
È la domanda che avremo di fronte nei prossimi mesi.

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