Vertigo

SCAFFALE

Il sottotitolo recita “Il primo thriller di successo dal mondo arabo”; si tratta del romanzo “Vertigo” di Ahmed Mourad, edito tra le ‘farfalle’ della Marsilio nel luglio del 2012.
E allora cominciamo dal fatto che anzitutto si tratta di un thriller. Il protagonista è un giovane fotografo Ahmed Kamal, che assiste e fotografa un massacro avvenuto in un locale notturno del Cairo, Vertigo, con l’eliminazione di personaggi importanti da parte di altri personaggi altrettanto importanti.
Si tratta di una lotta all’interno della malavita organizzata che, con un governo corrotto, diventa la classe dirigente, dove gli interessi personali vanno sopra ad ogni altro tipo di considerazione.
Personaggi potenti col loro contorno di spietati scagnozzi e di donnine sexy, con profusione di droga e di sesso.
Ahmed ha una sorella che ha sposato un integralista islamico che, col suo fervore da invasato, sostanzial-mente installa e si impossessa dell’appartamento della famiglia, riducendo la moglie in una avvilente schiavitù, che il fratello non accetta. Ahmed va a vivere con un amico, il simpatico e pauroso Omar, si innamora di una ragazza sordomuta Gada, che non accetta il suo stile di vita, e alla fine si incontra con un giornalista rampante, Ala, che resterà vittima del suo bisogno di verità.
Alla fine Ahmed riuscirà a portare la verità davanti all’opinione pubblica, ciò che comporterà uno sconvol-gente terremoto politico in Egitto.
Vista la trama, resta da vedere cosa in questo thriller ci sia di caratteristicamente arabo, o forse meglio egiziano. A noi sembra che più che caratteri distintivi ci sia una mescolanza di elementi abbastanza comuni anche nel mondo occidentale.
Certo da una parte c’è la denuncia dell’islamismo integralista del cognato, da cui la sorella riesce alla fine a liberarsi, quando si rende conto che ciò che ci capita non è sempre la volontà del Profeta, ma solo cattiveria umana.
Per il resto Ahmed Mourad coniuga all’interno del mondo egiziano gli stessi elementi che si riscontrano in una società dove il denaro ha sostituito gli ideali, che restano parole vuote di un formalismo di circostanza.
Una classe politica corrotta e in perenne lotta per la supremazia economica, un mondo rarefatto dove la donna è insignificante oggetto di trastullo, giornalisti che proclamano la libertà e sono venduti al potere.
Ecco a noi è sembrato che “Vertigo” sia un buon thriller, scritto in modo efficace e diretto, ma che abbia poco di distintivamente arabo o islamico, come recita il sottotitolo.