Vita di Pi

CINEMA

E se fosse solo una favola? Il dubbio ci è venuto alla fine del film “Via di Pi”, recentemente proiettato al Cinema S. Gaetano di Thiene, nell’ambito dei Cineincontri 2013.
Il protagonista, Piscine Molitor Patel, un ragazzo di Pondicherry, in India, inizia ad esplorare i problemi della religione ad un’età precoce, tanto da arrivare a praticarne contemporaneamente tre; la sua famiglia gestisce uno zoo, ma è costretta a trasferirsi con gli animali in Canada. Durante il viaggio la nave fa naufragio e Pi è l’unico a salvarsi su una scialuppa, su cui si sono salvati anche alcuni animali.
Impaurito Pi assiste successivamente all’uccisione e allo sbranamento della zebra e dell’orango da parte della iena e della morte di quest’ultima per mano di Richard Parker, la tigre del Bengala.
Rimasto solo con la tigre Pi medita di ucciderla e intanto trova alcuni oggetti lasciati nella scialuppa per i naufraghi, come scorte di cibo e acqua, attrezzi per la pesca e molti altri oggetti, con alcuni dei quali costruisce una zattera anche lega alla scialuppa per stare lontano dalla tigre.
Col passare dei giorni si rende conto che la situazione è insostenibile e che occuparsi della tigre potrebbe essere il solo modo per non pensare alla sua famiglia.
Decide di addestrarla dimostrandosi crudele e autoritario per farsi ubbidire e per stabilire gli spazi, ma anche amichevole e generoso per aiutare la tigre a sopravvivere.
Pur temendo spesso di morire e capendo di essere in balia del fato, la speranza di sopravvivenza, la fede in Dio e la condivisione degli oggetti e degli spazi con la tigre lo motiveranno facendolo diventare comunque un uomo più dissoluto e sicuro.
Dopo aver toccato un’isola misteriosa con le piante carnivore, la scialuppa arriva sulle coste del Brasile. Il ragazzo viene portato all’ospedale, mentre Richard Parker, la tigre, si inoltra nella foresta.
Pi è chiamato raccontare la sua storia a due assicuratori giapponesi, che però restano molto scettici a sentir parlare di pesci volanti o di piante carnivore.
Allora Pi reinterpreta tutta la sua vicenda a loro uso e consumo, sostituendo gli animali con gli uomini, per cui la zebra è un giapponese, la iena è un cuoco francese e l’orangutan sarebbe la madre. Lui invece, Pi, sarebbe la tigre che alla fine scompare nella foresta.
“Quale di queste due storie preferisci?”, chiede Pi adulto e sposato, ad uno scrittore che è venuto ad intervistarlo: e questi gli risponde “Quella della tigre”.
I tecnici hanno trovato che in questo film l’animazione digitale conferisce un’espressività sorprendente, tale da permettere ad alcuni primi piani della tigre di competere con quelli del protagonista.
Noi, pur ammirando paesaggi e trucchi cinematografici, restiamo incerti se quella raccontata da Pi sia una bella fiaba, con sotto una vicenda umana tragicamente triste.