Viviani Varietà

TEATRO

157_Viviani VarietàAl comunale di Thiene nell’ambito della 34^ rassegna teatrale la prosa si è fatta da parte e ha dato spazio al varietà.
Questo Raffaele Viviani varietà ci è piaciuto, lo spettacolo è ben fatto, aveva leggerezza, musicalità, poesia, aveva anche un amaro umorismo, ma é riuscito a trasmetterci molti significati.
Non conoscevamo questo poeta-attore scrittore di teatro-che molto lottò per la sua personalità artistica,tanto da raccontarla sul palco e facendoci conoscere la napoletanità, una filosofia di vita diversa dal nostro modo di essere.
Da un sua intervista riportiamo”la lotta mi ha reso un lottatore, dicendo lotta intendo parlare, si capisce, non di quella greco romana che fa bene hai muscoli e stimola l’appetito, ma di quella sorda, quotidiana, spietata, implacabile che ogni giorno si è costretti a lottare, la mia vita è tutta una lotta”.
Questa è una bella storia fatta di fatiche, tribolazioni, ma anche di speranza.
Sul palco la bella coreografia è ispirata alla traversata del piroscafo Duilio su cui una compagnia teatrale si imbarca da Napoli per Buenos Aires in cerca di fortuna; siamo nel 1929 in piena crisi economica (potremmo qui trovare spunti di riflessione sull’attuale crisi?) purtroppo in tanti cercano altrove la soppravivenza.
Il capocomico Viviani sta provando a mettere in scena uno spettacolo, e per farlo riunirà ambulanti, prostitute, acquaioli, venditori di cozze per farne poi i protagonisti, dando così segno della sua grande solidarietà, aiuterà poi anche a due clandestini a nascondersi.
Lo spettacolo è destinato a cercar fortuna in terra straniera ma il debutto avverrà con il pubblico di immigrati imbarcati sulla Duilio per festeggiare il passaggio dell’equatore.
La regia del “Viviani Varietà” è del bravo e competente Maurizio Scaparro, il cast ha ottimi attori-cantanti, le donne sono veraci e appassionate, gli uomini scugnizzi e scanzonati, naturalmente su tutti prevale un Ranieri-Viviani strepitoso, istrionico, carnale, mimo……canta e balla con leggerezza; stare sul palco è il suo mestiere e il suo mondo, si vede che fa la cosa che più gli piace .
Nel complesso ci è piaciuto di più il primo atto, il secondo era un po’ ripetitivo, ma come direbbe il grande Totò queste sono quisquilie; lo spettacolo è stato bello le due ore sono passate velocemente.
Certamente abbiamo perso il significato di molte parole nel recitato, nel canto eravamo aiutati da un gobbo elettronico (posizionato un po’ troppo alto) che traduceva le canzoni che non conoscevamo, ma che raccontavano un mondo di disperati.
Fondamentale secondo noi l’orchestra che suonava dal vivo, un varietà di questo tipo non si potrebbe fare senza musicisti, anche loro bravissimi.
Alla fine gli applausi sono stati tanti e molto calorosi; si è capito che lo spettacolo è piaciuto,che il pubblico ha apprezzato, e nel sorriso di Massimo Ranieri ci è parso di vedere un pizzico di commozione

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