Grazie Gianni Casarotto!

Grazie Gianni Casarotto!


È proprio nel pomeriggio del giorno del ballottaggio da cui uscirà il nuovo Sindaco di Thiene, che ci sentiamo in dovere di ringraziare il Sindaco uscente, Giovanni Casarotto.
Non è tanto, o meglio non è solo, per quel che ha fatto per Thiene in questi ultimi e non facili dieci anni, ma è soprattutto per il come lo ha fatto, per il suo stile comprensivo ed equilibrato.
Certo, chi per una propria funzionalità politica deve ‘brontolare’, può facilmente dire che si poteva fare di più e meglio; questo, col senno di poi, potrebbe dirlo magari lo stesso Gianni, ammettendo di non essere dotato di capacità divinatorie o profetiche.
Sulla gamma delle possibilità spesso, sulla carta, si possono presentare scelte diverse, ma alla fine per non restare inconcludenti, bisogna sceglierne una, la soluzione concreta ed operativa che al momento ci sembra la più valida ed opportuna, quando non, come capita spesso, l’unica al momento possibile. (altro…)

Il mio Meneghello

Il mio Meneghello

Stiamo assistendo di questi mesi ad un vero e proprio stillicidio di celebrazioni intente a ricordare il centenario della nascita dello scrittore Luigi Meneghello; tutte iniziative meritorie, che certamente hanno il nostro plauso, ma che difficilmente, a nostro parere, sembrano cogliere la sostanza culturale di uno scrittore che abbiamo avuto la fortuna di conoscere ed ammirare sin da quando ben pochi lo conoscevano. (altro…)

Draghi non è Berlusconi

Secondo Dmitrij Anatolevic Medvedev, quello a cui Vadimir Putin, tra una sua elezione e l’altra, ha lasciato fare il Presidente della Federazione Russa, “Draghi non è Berlusconi”, così come Olaf Scholz non è Angela Merkel.
Sospendiamo il nostro giudizio sulla parte di questa affermazione che riguarda la Germania; mentre sulla prima parte, secondo cui “Draghi non è Berlusconi” siamo perfettamente d’accordo, per quanto con criteri di valutazione diversi, anzi decisamente opposti rispetto a quelli di Medvedev.
Capita spesso, lo abbiamo osservato sin dai tempi di Craxi-Martelli, che un capo politico, non potendo istituzionalmente esprimere pienamente i suoi pensieri e le sue osservazioni critiche, affidi questa funzione ad una figura secondaria, meno compromessa, che quindi può impunemente affondare le sue invettive, dicendo quel che il suo padrone non può dire.
Ecco, secondo noi, Medvedev sta attualmente svolgendo questo ruolo, con uscite che Putin, da presidente, può magari pensare ma non certo pronunciare. (altro…)