2026… speremo ben!

ATTUALITÀ

Usiamo un’espressione dialettale, un po’ fatalistica, per esprimere la sensazione che proviamo all’inizio di questo nuovo anno 2026: è l’espressione di solito usata come un fievole lumicino di speranza, quello che deve rimanere anche quando una situazione ci appare disperata. In qualche modo equivale a quella che uno scolaro napoletano scrisse in un tema sulla guerra nucleare: “Io speriamo che me la cavo!”
Intanto il nuovo anno si è presentato con una ecatombe: pensiamo ai finora 47 giovani morti e al centinaio di feriti per l’incendio di una discoteca in Svizzera, dove si stava festeggiando l’arrivo del 2026. Ci sono poi, naturalmente, i fatti del Venezuela di cui parliamo in un altro articolo.
Subito dopo un doveroso ed ampio servizio sulla Svizzera, il Tg3 ha dato la notizia, quasi come fosse di routine: i droni russi nella notte di S. Silvestro hanno ucciso 21 civili ucraini; questi, cittadini inermi, fanno meno notizia perché appunto… è routine.
A Gaza invece ci sono state solo due vittime: una giovane madre e il suo bambino nel tentativo di scaldarsi sono morti per l’incendio della tenda sotto cui erano alloggiati, dato che i soldati di Netanyahu hanno distrutto la loro abitazione.
Da noi abbiamo sentito i nostri ministri lanciare proclami che, se saranno attuati, porteranno a distruggere l’equilibrio dei poteri su cui si basa la nostra Costituzione: questo mentre prosegue sistematica l’organizzazione governativa dell’evasione fiscale, in cui emerge la fantasia di Salvini nel coprirla con altri nomi esotici: rottamazione, concordato preventivo, ecc. … mai furto!
Occupati massicciamente i media, anche quelli del ‘servizio pubblico’ stiamo assistendo ad una sistematica azione di pubblicità politica in cui tutto viene brillantemente risolto attraverso efficaci e suadenti spot ministeriali; ormai viviamo in un permanente Carosello o, forse meglio, in un Truman Show di assoluta felicità, mentre uno spot ipocritamente ci mette in guardia contro… la disinformazione (sic!).
Un governo equilibrista che è insieme, a livello di vice-premier, pro e contro il riarmo, mentre la premier, quella vera, si diletta col latino “si vis pacem, para bellum” e si scaglia contro ‘certo pacifismo’ che ancora pensa che le armi servano per fare la guerra.
A livello internazionale la situazione appare decisamente catastrofica non solo per quello che i Tg ci mostrano, ma perché, mentre tutti dichiarano di volere la pace, stanno correndo verso una escalation in cui la guerra è l’esito scontato; vuol dire che intendono fare la guerra… per fare la pace.
Ci vengono in mente i versi che cantava Bob Dylan in Masters of War “You that never done nothin’ / But build to destroy / You play with my world /Like it’s your little toy”.
[I signori della guerra: “Voi che non avete fatto altro che creare per distruggere, voi giocate col mio mondo come fosse un vostro giocattolino”]
Insomma questo 2026 non ci sembra gran nuovo, come anno, se non in negativo; anche perché una bugia, presentatela come volete, resterà sempre, squallidamente una bugia e non sarà mai la verità…!
Per questo, come augurio ai nostri lettori, non ci resta che uno sconsolato… speremo ben!

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