Il bullismo politico di Trump

ATTUALITÀ

Il 2026 è decisamente pieno di sorprese, non tutte positive! Sui fatti del Venezuela persino Matteo Salvini, dopo un giorno in cui sembra abbia esercitato pur al minimo la funzione del pensare, ha condannato il proditorio intervento di Trump, dimostrando un barlume di maggiore intelligenza politica, il che è tutto dire, rispetto a quella della premier Meloni, il cui squallido servilismo politico l’ha fatta subito parlare di azione “difensiva”, cioè, per chi non l’ha capito, che Trump si sarebbe difeso da Maduro (sic!)
Mentre noi siamo frastornati per i fatti del Venezuela che non solo sconfessano ma pongono una pietra sepolcrale sulla credibilità democratica dell’America del presidente Trump, i nostri tg governativi si sono espressi in un puro equilibrismo politico per non condannare apertamente quella che è una feroce, ingiustificata ed ingiustificabile, aggressione ad uno Stato sovrano, contro ogni legge e ogni norma del diritto internazionale che regola i rapporti tra le nazioni libere, democratiche e civili.
La scusa addotta da Trump di stroncare narcotraffico è semplicemente ridicola, anche considerando che, per combattere i trafficanti di droga, gli incursori yankee hanno subito preso il controllo dei campi… petroliferi.
Come se fosse il Venezuela di Maduro l’unico stato che commercia con la droga; citiamo, per restare nella sola America Latina, la Bolivia, la Colombia, il Messico, ecc. Trump senza accorgersi sconfessa le stesse agenzie Usa, come la Cia o la Dea, che non sono considerate in grado di controllare e impedire l’arrivo della droga negli States.
I fatti del Venezuela si prestano ad alcune nostre considerazioni; a cominciare da quella più inumana e sprezzante con cui Trump si vanta che nella brillante operazione non ci sono state perdite da parte degli Americani; gli 80 venezuelani, militari e civili, uccisi dagli incursori in questa azione cosa sono? Carne da macello?
Adesso Trump vaneggia di intervenire anche in altri stati che producono e trafficano con la droga, nel mentre che rivendica il possesso della Groenlandia
Torna, con assurda violenza, la tristamente nota America dell’imperialismo Usa della “dottrina Monroe” che si arroga il diritto di fare da cane di guardia del mondo, in nome di una pretesa superiore civiltà democratica che ancora una volta si rivela un meschino interesse economico supportato dalla forza delle armi.
Per quanto poi in particolare riguarda la Groenlandia, il tycoon Usa sembra non rendersi conto che un’invasione significherebbe per gli Usa di Trump entrare in aperto conflitto non solo con la Danimarca ma anche con l’Europa Unita e con la stessa Nato di cui la Danimarca è stato membro.
Dopo di che Donald chiederà il Nobel per la… Pace! Magari disputandoselo con Putin e con Netanyahu!
A noi di Thienet da lungo tempo osservatori attenti della politica internazionale, compresa quella Usa, sarebbe piaciuto che in questo momento, dando finalmente una voce forte e autorevole all’Europa Unita, la presidente Ursula avesse dichiarato chiaramente che in Europa ci sono 26 stati (sull’Italietta del governo Meloni non si può certo contare) disposti a difendere l’isola danese, magari dichiarando perentoriamente “La Groenlandia non si tocca!”
Così come avanziamo l’ipotesi, che il tempo avrà modo di verificare o smentire, secondo cui Trump di questi giornii stia sollevando un enorme polverone perché si sente minacciato dai guai giudiziari che ha con la giustizia statunitense!

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