Scandalo

TEATRO

[foto di Giuseppe Santamaria]
“L’amore non ha età” potrebbe essere stato il titolo della commedia “Scandalo” scritta e diretta da Ivan Cotroneo, con Anna Valle e Gianmarco Saurino, recentemente andata in scena al Teatro Comunale di Thiene nell’ambito della 45^Stagione Teatrale; abbiamo usato il condizionale perché per quel titolo sarebbe stato necessario che nella vicenda narrata ci fosse stato perlomeno un po’ di amore, e non solo calcolo, avidità, freddezza, cinismo il tutto condito col sesso, per cui il titolo “Scandalo” calza a pennello.
Laura (Anna Valle) è una scrittrice cinquantenne che si è affermata con un romanzo giovanile in cui descrive la sua esperienza di ‘sposa bambina’, con 14 anni di differenza rispetto al marito, famoso scrittore, recentemente scomparso.
Poco prima di morire il marito aveva incaricato un giovane, Andrea, a sistemargli la biblioteca, i cui imponenti scaffali fanno da sfondo alla scena.
Naturalmente la frequentazione quotidiana tra Laura e Andrea, dopo un certo distacco iniziale, fa nascere una relazione, in realtà anche molto intensa, condannata comunque dai due amici, lo scrittore inedito Alberto (Angelo Tanzi) e l’editrice Giulia (Orsetta De’Rossi), non solo per l’evidente differenza di età, dato che Andrea ha 14 anni di meno di Laura, ma anche perché l’uno segretamente innamorato di Laura e l’altra per interessi editoriali.
Alla fine quando sembra addirittura che si parli di matrimonio, si scopre che si tratta di un piano cinicamente pensato ed organizzato da Laura per scrivere un suo nuovo romanzo-denuncia in cui intende sviluppare la sua teoria: cioè che nel caso di un matrimonio tra un maschio maturo e una ragazza molto più giovane, una sposa-bambina, è quest’ultima a subire le critiche di opportunismo o arrivismo; mentre, a ruoli invertiti, quando cioè è una donna matura a sposare un ragazzo giovane, è ancora lei che nel sentire comune sociale fa ‘scandalo’.
In questo teatro a tesi, Anna Valle risulta essere una perfetta interprete del ruolo di Laura, conduce la narrazione con apparente ma fredda affabilità, persino con un certo trasporto amoroso, ma anche con una cinica razionalità da cui fa emergere come, più che amore, ognuno dei personaggi sia mosso dal proprio interesse personale.
Ma forse l’aspetto da noi più apprezzato della vicenda che si svolge sulla scena, è che, come spettatori, siamo inizialmente anche noi portati a condividere le perplessità, se non la condanna, di una relazione che la differenza di età rende dubbia o strana sul piano del sentimento, per non parlare di amore coniugale; poi quando si è sul punto di accettare come plausibile la situazione perlomeno scabrosa, ecco Laura consegnare a Giulia la bozza del suo nuovo romanzo, rivelando che si era inventata un gioco d’amore per poter dimostrare una sua teoria sulla parità dei sessi che non le era stata riconosciuta da sposa-bambina. E noi a darle ragione!

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