Che sberla!

ATTUALITÀ

Non siamo certo noi a difendere un personaggio scomodo come Donald Trump, di cui assistiamo con orrore alle quotidiane boriose malefatte; diciamo subito che l’offesa fatta a Giorgia Meloni è semplicemente indegna, indecorosa per provenire da un personaggio del suo livello politico.
Per cui, per quanto possa sembrare strano, a Giorgia Meloni consigliamo di valutare la predica dal pulpito da cui proviene; se questo contribuirà a rasserenarla, ne siamo persino contenti, anche se, sempre nello stresso spirito di aperta franchezza, ci sentiamo di fare alcune considerazioni.
Anzitutto le consigliamo di leggere la favola di Esopo della rana che voleva diventare grande quanto un bue; comincio ad auto-gonfiarsi per sentirsi più grande, finché…
L’ambizione di fare da ‘pontiere’ tra l’Europa e gli Usa bisogna sostenerla con mezzi e capacità che la nostra premier si era illusa di avere. Ma soprattutto era una funzione che nessuno le aveva chiesto di svolgere e che si è inventata da sola per un suo inconsistente disegno politico. Per quanto esaltata al suo interno, l’Italia meloniana in Europa e nel mondo conta quel che conta e… rassegniamoci.
Trump è di fatto, le prove non mancano, un guerrafondaio, le guerre più che risolverle, come si vanta lui di fare, le fomenta per suoi precisi interessi economici; senza il suo ombrello protettivo militare e politico, Israele di Netanyahu non potrebbe aver fatto quel che sta facendo a Gaza, nelle colonie e in Libano.
L’Europa non poteva, soprattutto non doveva, seguirlo su una strada che, tra morte e macerie, portava alla distruzione sistematica di Gaza, alla guerra con l’Iran e al blocco dello stretto di Hormuz.
Quando Trump ha chiesto all’Europa e in particolare alla Nato di condividere l’attacco militare, gli è stato giustamente risposto che l’alleanza è difensiva e che nessun stato che ne fa parte era stato attaccato.
In particolare poi, per quanto riguarda l’Italia, certo Trump non può capirlo, ma la Meloni ha giurato fedeltà ad una Costituzione che le impone il rifiuto della guerra.
Nessuno potrebbe pensare che Donald Trump, l’elefante nel negozio di cristalli, possa tener conto di queste sottigliezze; per lui contano i droni e le bombe che si stanno scaricando sulla popolazione civile, naturalmente per eliminare i terroristi.
Il rifiuto, non solo della base di Sigonella, ma anche quello di assecondare il presidente Usa sui suoi disegni di guerra è stato un atto di coraggio che noi, critici su mille altri aspetti, accreditiamo a Giorgia Meloni.
Essere stata così villanamente offesa, considerato che a offendere è stato Donald Trump, dovrebbe diventare per lei motivo di orgoglio!

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