Ormai sembra che il 47° presidente Usa, più che a fare quello che dovrebbe fare un presidente Usa, faccia di tutto per rendersi ridicolo.
A una recente riunione della Nato, cioè ad un tavolo attorno a cui tutti siedono da alleati, lui arrivando col debito ritardo si è seduto esclamando “I’m the boss!”; questo implica che gli altri erano da lui considerati suoi dipendenti.
Stucchevole la polemica con Giorgia Meloni, che avrebbe fornito le basi solo per 500 missioni aeree Usa, ma non è entrata in guerra a fianco di Trump contro l’Iran.
Uno sgarbo che non considera minimamente che la Nato è per sua natura una alleanza difensiva; per cui solo se, e quando, saremo attaccati dall’Iran potremo considerare l’idea di entrare in guerra, guerra che comunque è ripudiata dalla Costituzione italiana su cui la premier Meloni ha giurato.
Noi non crediamo alla teoria israeliana della “difesa preventiva”, cioè di attaccare per prevenire attacchi; per noi quella con l’Iran è guerra offensiva!
Col pretesto della guerra preventiva, Israele infatti ha raso al suolo Gaza, uccidendo 50 mila civili, tra cui 21 mila bambini! Con lo stesso pretesto Israele, con i coloni, sta impossessandosi della Cisgiordania e, naturalmente per difendersi, ha invaso il Libano.
Recentemente noi, da sempre decisamente critici sul governo Meloni, ci siamo sentiti di consigliare la premier a considerare le offese dal pulpito da cui provengono; essere costantemente attaccati e offesi da Donald Trump dà la misura dell’avvilente scadimento di dignità nella gestione della carica che lui ricopre.
Uno scadimento che in questi giorni è arrivato al ridicolo, con la telefonata a Infantino per far togliere la punizione ad un giocatore della squadra Usa che sta disputando il campionato mondiale di calcio.
Già con questo Mondiale, almeno nella gestione Rai, siamo fortemente critici, non tanto per la qualità del gioco, non tanto per gli orari scomodi delle partite, ma perché a volte non ci rendiamo conto se stiamo assistendo ad una gara sportiva o ad un carosello pubblicitario. Hanno persino inventato, a metà dei due tempi, quello che ufficialmente è “hydratation break”, ma che, difficile da pronunciare, lo presentano come un “cooling break”, una sosta per rinfrescarsi; che naturalmente è servito per fare ulteriore pubblicità, come se noi pubblico non resistessimo 45 minuti di fila senza la felicità regalataci dagli spot.
Il Trump che in sala Ovale alla presenza dell’amico Infantino si trastulla con la colla statuetta del Coppa del Mondo, ci ha ricordato Charlie Chaplin che si trastulla col pallone del mappamondo. Solo che Chaplin era un comico in un film, Donald Trump sarebbe il presidente degli Usa!