Il più lungo, non il migliore!

ATTUALITÀ

In questi giorni il governo Meloni sta pomposamente auto-celebrando il record di longevità mai raggiunto in Italia nel dopo-guerra; naturalmente si sprecano gli aggettivi e le iperboli sui risultati raggiunti da un governo che ha assicurato all’Italia una stabilità di quattro anni.
Certo, ci si permetta, il governo non è caduto ma, pensando a Salvini e Tajani che spesso remano in direzioni diverse, se non opposte, pensando al ministro Nordio, non è che per caso sia mancata la dignità di dimettersi?
Se ci basiamo sugli slogan del quotidiano ossessivo carosello governativo di Rai Meloni, l’Italia è un Bentegodi; quando poi devi passare alla realtà, beh! Le cose sono molto diverse.
“Le accise vanno abolite” aveva promesso la premier; le hanno solo diminuite, per qualche giorno, di 17 centesimi, dieci dei quali l’automobilista alla pompa non li ha proprio visti.
Che dire poi dei problemi della sanità, della scuola, dei salari, del costo della vita, della permanente crisi industriale; un governo che ha dato fondo ai finanziamenti del Pnrr, ed è riuscito ad aumentare a livelli record il debito pubblico, 26 miliardi di euro in più nel solo mese di agosto, mentre l’inflazione ha toccato il 3%: parlare di successi è semplicemente osceno!
La Meloni, la tanto vantata prima donna premier, per rincorre Orban e Trump, ha perso contatto e si è isolata dal contesto europeo, dove viene invitata per pura cortesia.
Ma forse il vero e proprio fallimento del governo Meloni sta nel non essere riuscito a realizzare le grandi riforme tanto sbandierate. Oggi, dopo la batosta referendaria, non si sente più parlare di premierato, di autonomia, ma solo di legge elettorale con cui mantenersi al potere alle elezioni della prossima primavera.
Onore quindi agli italiani, quelli che lavorano e che pagano le tasse, che nonostante i Salvini-Meloni-Tajani-Nordio ecc. hanno saputo difendere la Costituzione dai tentativi di cambiarla in senso autoritario.
Intanto però, c’era da aspettarselo, all’orizzonte della politica italiana è apparso l’ennesimo pifferaio magico; dopo, citiamo solo gli ultimi in ordine di tempo, Bettino Craxi, Sivio Berlusconi, Matteo Renzi, Beppe Grillo e Georgia Meloni… ecco irrompere sulla scena politica Vannacci che col suo movimento affonda le mani in una visione della storia che l’Italia democratica credeva aver definitivamente sepolto con la lotta resistenziale incarnata poi nel dettato costituzionale.
A noi resta il mistero di come gli italiani, proprio come i ragazzi di Hamelin e nonostante le ripetute delusioni, siano ancora così propensi a seguire chi promette di fare i miracoli che gli altri non sono riusciti a fare.
Mala tempora currunt!

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