Ci è sempre più difficile parlare della situazione politica internazionale e italiana senza ricorrere all’uso di aggettivi a rischio di querela.Il Capitan Fracassa di Washington con una imponente flotta navale ha militarmente “bloccato lo stretto di Hormuz”; perché? … Perché gli Iraniani hanno “bloccato lo stretto di Hormuz!” Gli Usa possono farlo, l’Iran no!
Nella sua altalenante inconcludenza, sono persino caduti nel ridicolo gli attacchi di Trump e Vance al Papa Leone XIV colpevole di predicare… la pace! Quella vera, non la pax americana!
In Italia poi di squallore, soprattutto governativo, ne abbiamo già a iosa di nostro.
In Parlamento, ponendo la questione di fiducia, si approva un decreto-sicurezza, il quarto del governo Meloni, proprio mentre il governo prepara una modifica allo stesso perché palesemente anticostituzionale; come dire che un deputato della coalizione di maggioranza, per non far cadere il suo governo, viene chiamato a votare un provvedimento riconosciuto non conforme alla Costituzione!
Troppo lunga sarebbe la lista dei ministri che si dimostrano essere palesemente inadatti alla loro carica; sembra quasi che il recente Referendum abbia avuto l’effetto di mostrare finalmente che “l’imperatore è nudo!” nonostante le glorificazioni degli yes-men televisivi.
La premier, per tentare di risollevare le sorti, promette un Piano Casa da 100 mila abitazioni in 10 anni! D’obbligo il ricordo al milione di posti di lavoro di berlusconiana memoria o al “le accise vanno abolite!” del ‘mi chiamo Giorgia!’
Poi Maurizio Crozza fa i calcoli: 100 mila case per 7 mila Comuni fanno circa 14 case ciascuno che, in 10 anni, diventa 1,4 case all’anno!
La cultura del ministro Giuli è clamorosamente naufragata nella laguna di Venezia con la storia della partecipazione della Russia alla Biennale, mentre è di giornata il siluramento dei suoi uomini per il mancato sovvenzionamento al film sul caso Regeni.A nostra memoria mai abbiamo dovuto assistere a tanto bassezza!
Aggiungiamoci poi la rabbia di Salvini e Giorgetti verso l’Europa che non permette all’Italia di sforare il limite posto al debito del bilancio statale; considerando che sui 27 paesi dell’Europa Unita, l’Italia è uno dei soli due che hanno sforato i limiti posti, invece di vergognarsi e tentare di rientrare, i nostri fanno crociate sulla libertà di far debiti in nome dell’Italia sovrana!
Ormai crediamo che, presa coscienza della catastrofica situazione, sia d’obbligo cominciare a pensare seriamente a come venirne fuori.