Siamo già in campagna elettorale!

ATTUALITÀ

E così, senza preavvisi, siamo già entrati in pieno nella campagna elettorale per le elezioni politiche dell’anno prossimo; oggi, a prima vista, il terreno propagandistico su cui battere la Meloni & C. sembrerebbe veramente arduo.
Arduo non significa impossibile, come tra l’altro dimostrerebbero i sondaggi politici che vedono il campo largo leggermente in testa rispetto alla destra unita, che va da Calenda all’ultra destra “feccia” di Vannacci.
Sapendo, per sofferta esperienza, quello cui stiamo per andare incontro, ci permettiamo alcune considerazioni che potrebbero tornare utili per mettere in positivo quella che altrimenti rischia di restare la solita polemica elettorale.
La prima considerazione è che il campo largo è una coalizione di centro-sinistra ed è naturale che debba esprimere un eventuale governo di centro-sinistra; ogni corsa a chi è più di sinistra, con buona pace per Crozza, è semplicemente fuori luogo, oltre che inopportuna.
La destra della Meloni nel 2022, quando ha preso il potere, ha ereditato un debito pubblico di 2.764 miliardi di euro; con la dissennata politica in atto, fatta di continui inesistenti miracoli ostentati ad ogni tg di Stato, nonostante i miliardi del Pnrr e l’indecenza dei condoni fiscali del Fisco amico di Salvini, oggi il debito pubblico è arrivato a 3.140 miliardi di euro, con un aumento di 376 miliardi. Una cifra che da sola indica un totale fallimento!
Ma forse è più importante notare che il progetto politico complessivo della Meloni di un governo autoritario di destra è stato smantellato a furor di popolo dal recente Referendum, tanto che nessuno oggi parla più di premierato.
A questo punto bisogna finirla di stare al gioco della destra meloniana che attraverso i tg travisa la realtà; lasciamo che proclamino i fasti del loro fallimento e cominciamo ad entrare concretamente nel merito di ciò che come centro-sinistra, una volta al potere, intendiamo fare.
Niente facili promesse, niente redditi non guadagnati, ma impegni concreti su alcuni punti ben chiari, con la chiara coscienza che ogni euro deve essere frutto del nostro impegno e del nostro lavoro.
Altro sono i soldi per la difesa, altro sono i soldi per la guerra; Zelenski che si difende va aiutato, Zelenski che manda i droni a Mosca o a San Pietroburgo non può farlo con i nostri soldi.
Israele ha tutti i diritti di esistere, ma non di invadere nuovi territori col pretesto della sua sicurezza; Gaza resta un enorme crimine contro l’umanità, orribile come l’Olocausto.
Ma scendendo più terra-terra, ognuno di noi, se dotato di coscienza civica, sa benissimo cosa bisogna fare per difendere e migliorare la società e l’ambiente in cui viviamo. Compito del governo che verrà, ci auguriamo, sarà quello di incanalare in forme concrete ed efficaci l’impegno che ognuno di noi deve mettere di persona per la soluzione dei problemi che si troverà ad affrontare, magari con l’umiltà di ammettere errori e carenze. Facciamo che la campagna elettorale, più che una tenzone polemica, diventi propositiva verso un miglioramento che nasca da un impegno sociale comune.
Insomma, recuperando J.F. Kennedy, “non chiederti ciò che lo Stato fa per te, ma ciò che tu fai per lo Stato!”

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