Se le armi diventassero vomeri

ATTUALITÀ

“Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa”: sono le parole recentemente pronunciate dalla premier Giorgia Meloni durante la trasmissione sulla rete berlusconiana ‘Mattina cinque’.
Per una volta siamo d’accordo: è indecente che continuino a dire che non ci sono soldi per altro se non per acquistare armi per la difesa… giustificandolo con l’imminente pericolo di una invasione dei cosacchi intenzionati ad abbeverare i loro cavalli alla fontana di Piazza San Pietro a Roma!
La soluzione sembra obbligata. Per le altre cose che non siano la difesa in armi, o si aumenta ulteriormente il debito pubblico già pericolosamente gigantesco o si vanno ad elemosinare i soldi, ci chiediamo con quale dignità, all’Unione Europea, che col Pnrr era diventata una comoda mucca da mungere.
E come l’Europa permette di derogare al limite del debito di bilancio per le spese riguardanti gli armamenti, secondo la Meloni & C. deve farlo anche per… quello che serve a loro per dire, appunto, “Non possiamo…ecc.”
Su questo il più arrabbiato sembra essere Salvini che farnetica minacciando “il debito è mio e me lo gestisco io”; tanto lo pagheranno gli altri.
Il tutto mentre dall’Europa ci fanno fermamente notare che ci sono regole comuni che vanno rispettate; se 26 Stati riescono a farlo, perché si deve derogare per l’Italia, che, fra l’altro, ha il debito pubblico già fuori misura”.
Insomma, riassumendo, l’allegra logica di questo governo è “per le armi spendiamo a iosa, per il resto facciamo debito”, nonostante le regole comunitarie, rispetto alla quali la gestione economica del governo italiano è uno scandalo unico e vergognoso.
Noi, se ci fosse modo di essere ascoltati, un piccolo suggerimento in merito ce l’avremmo; qui lo esponiamo come possibile alternativa.
Un Presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini, socialista, qualche decennio fa aveva proposto di fondere tutte le armi per farne dei vomeri.
La logica sottesa era di usare i soldi che servono a procurarsi le armi per uccidere, e dirottarli su lavoro per far crescere il benessere dei cittadini.
Come dire quando c’è da scegliere fra comprare un cacciatorpediniere o costruire una scuola, secondo Pertini sarebbe da scegliere la seconda soluzione.
Al limite, noi meno drastici, potremmo suggerire che la prossima nave da guerra, invece di dotarla di cannoni, siluri e quant’altro, la attrezziamo come nave-ospedale pienamente efficiente e la ancoriamo stabilmente presso una città di mare che manchi di un proprio ospedale.
Naturalmente Meloni e & troveranno mille modi per deridere la nostra proposta, convinti ancora che
“si vis pacem para bellum!”

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