Mai vendere la pelle…

ATTUALITÀ

Dice un proverbio che sarebbe saggio “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso!”
È un proverbio che consigliamo alla meditazione dei partiti del cosiddetto ‘campo largo’ che, a partire dal Referendum parlano sempre più spesso di una loro vittoria elettorale che li porterà finalmente a sostituire il governo Meloni.
Questo fervore politico si è recentemente ulteriormente surriscaldato quando il Parlamento ha respinto la proposta governativa delle preferenze nella nuova legge elettorale, dove la maggioranza è andata clamorosamente sotto, con la Schlein che, pollice verso, indica l’exit alla premier.
Anche perché, signori miei, per governare l’Italia bisogna prima vincere le elezioni non con i numeri dei sondaggi ma con quelli delle urne.
Ecco perché, per l’ormai avviata campagna elettorale, noi da elettori, ci permettiamo di suggerire un criterio, che è anche una speranza: chiarezza e concretezza, magari condite con la necessaria sobrietà.
Un programma di proposte chiare e concordate, non un Bengodi di promesse, del tipo del meloniano “aboliamo le accise”, ma fattibili nel concreto con i mezzi che si hanno, frutto di un accordo impegnativo per tutti, senza riserve mentali su questo o quel punto.
Soprattutto la sobrietà: impegnatevi a mantenere la campagna elettorale entro il criterio della doverosa propaganda politica che ha lo scopo di informare il cittadino che vota; lasciate a lui la scelta.
Lasciate invece alla destra usare la più accattivante propaganda politica di invereconda berlusconiana memoria, cioè usata come pubblicità commerciale; gli ossessivi spot ministeriali dei caroselli televisivi della Tele-Meloni dipingono l’Italia falsamente felice, con un governo provvido, che sono il contrario della realtà che i cittadini vivono quotidianamente.
Noi abbiamo fiducia che l’italiano medio non creda al governo della felicità in pillole propinate dal coro delle oche che starnazzano dagli schermi; ormai per chi quotidianamente deve affrontare i problemi concreti del vivere oggi in Italia, il Trump show della destra dà solo fastidio.
Sul campo largo permetteteci di considerare che il programma elettorale è per forza di cose una sintesi in cui tutti si riconoscono e si impegnano, anche se non sempre e in tutto perfettamente coincidente con le proprie idee politiche.
Soprattutto promettete solo quello che avete i mezzi concreti per realizzare, magari indicando una necessaria gradualità.
A noi basterebbe che i soldi che lo Stato raccoglie dai lavoratori e dai cittadini che pagano le tasse, venissero impiegati per far godere a tutti un po’ di benessere, alleviando per quanto possibile i problemi, i disagi e i timori del vivere oggi.
Dopotutto, per tutto il tempo del governo meloniano, pur nella diversità, siete stati in grado di individuare e di bloccare il pericolo del disegno di governo autoritario che la destra ha cercato in ogni modo di imporre; è questo il vero fallimento del governo Maloni!
Non è un merito da poco, che noi ci spieghiamo con l’essere stati coerenti con lo spirito e con le norme della nostra Costituzione.

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