
Noi di Thienet abbiamo esultato! Il premio Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato a Navi Pillay, membro della Corte Penale Internazionale ed ex alta-commissaria dell’Onu, incaricata di presiedere una Commissione d’Inchiesta sui Territori Palestinesi occupati da Israele, verso il quale è stata pronunciata l’accusa di genocidio.
Noi lo sapevamo, le immagini che ci proponevano quotidianamente i tg parlavano chiaro, ma a dirlo c’era il rischio di essere considerati antisemiti o comunque sostenitori del terrorismo.
Poi abbiamo chiarito che come eravamo scossi dalle immagini dell’Olocausto degli Ebrei da parte dei nazi-fascisti, lo stesso orrore, senza essere antisemiti, provavamo per quel che stava succedendo a Gaza, con la distruzione sistematica e l’uccisione spietata di migliaia di civili palestinesi.
Non si può, lo sentivamo con orrore, bombardare una scuola o un ospedale, uccidendo studenti e pazienti, per il sospetto che vi si nascondano dei combattenti di Hamas, considerati terroristi; era lo stesso orrore che avevamo provato di fronte alla strage del 7 ottobre che continuava con la tragedia degli ostaggi israeliani.
Lo sapevamo ma non potevamo dirlo apertamente, solo perché Trump era d’accordo, anzi aveva colto l’occasione per pensare di far sorgere dalle macerie che si stendevano sopra le migliaia di palestinesi morti, un paradisiaco resort per miliardari americani.
Pur inascoltato l’Onu aveva mandato una commissione per verificare sul posto quanto era avvenuto a Gaza e la presidente, Navi Pillay, una giurista sudafricana di umili origini che affondavano nei tempi dell’apartheid, andando a Gaza aveva concluso i lavori accusando formalmente Israele di genocidio dei Palestinesi.
Naturalmente incontrò la furia di Netanyauh e di Trump che la subissarono di insulti e di accuse che andavano dall’antisemitismo alla connivenza con i terroristi; non era altresì mancata una campagna denigratoria di mass media prezzolati che avevano prima dileggiato e poi coperto i risultati della commissione Onu di Navi Pillay.
Tetragona a questi compromessi, la giuria del Premio Nobel di Stoccolma, pur di fronte a più di 250 candidature, ha scelto la strada della verità storica: quello perpetrato da Israele a Gaza è stato un genocidio, che si è avvalso della connivenza degli Usa di Trump, ed ha meritatamente premiato con il Nobel per la Pace 2026 Navi Pillay per la sua denunzia suffragata dalla commissione Onu da lei presieduta.
Non sembrerà strano che alla notizia Netanyauh abbia trasceso con parole di condanna mentre Trump, che chiude e apre guerre ogni giorno, ha furiosamente tolto i sussidi alla Corte Penale Internazionale perché anche quest’anno a Stoccolma lo hanno a bocca asciutta.