Una moglie premurosa

TEATRO

“Una moglie premurosa” è il titolo della commedia andata recentemente in scena alla Zagorà di Zugliano in prima assoluta da parte della Compagnia Teatroinsieme.
Forse in questo caso il titolo originale francese “Le complexe de Philèmon” di Jean Bernard-Luc è più esplicativo; si tratta di un dramma di teatro psicologico, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1950, cioè quando la psicologia e la psicanalisi stavano diventando più popolari, sostituendo i precedenti confessori.
Il titolo e il tema traggono ispirazione dal mito greco di Filemone e Bauci, una coppia di anziani sposi della Frigia famosi per il loro amore profondo, fedele e disinteressato, e per la straordinaria ospitalità dimostrata a Zeus e Ermes travestiti da viandanti. Come premio per la loro virtù, gli dei esaudirono il loro desiderio di non separarsi mai, trasformandoli in due alberi (una quercia e un tiglio) intrecciati per sempre.
L’interpretazione moderna nella traduzione di Gianluigi Pavani e nell’adattamento teatrale di Gianni Dalla Ricca, Riccardo Perin e Gabriella Loss, che ne sono anche i registi, è certamente meno mitica, riducendosi ad una moglie, Elena, che dopo 19 anni di tranquillo matrimonio, interpella uno psicologo perché è colta da un senso di colpa per i presunti desideri repressi cui il marito Francesco, per fedeltà coniugale, avrebbe rinunciato, soprattutto per quel che riguarda le compagnie femminili.
Spinta da questo moderno ‘complesso di Filemone”, Elena organizza degli incontri tra il marito e altre donne, creando situazioni di tradimenti più paradossali che piccanti, che finiscono in un nulla di fatto per l’azione determinante, appunto, del ‘complesso di Filemone”
La commedia che in italiano ha preso il titolo di “Una moglie premurosa”, è del tipo di drammi basati più sui dialoghi che non sull’azione scenica, con un succedersi di gags che hanno effetto solo se sostenute da un incalzante ritmo teatrale.
È questo l’aspetto che, pur considerando benevolmente i naturali limiti di una prima teatrale, dovrebbero essere migliorati nelle successive repliche.
Resta il piacere di una commedia che presenta con efficacia situazioni esilaranti, anche se un po’ stranite, con un generale buon livello di recitazione e una efficace caratterizzazione dei personaggi; pregevoli anche gli elementi teatrali, scene, musiche, ecc. che concorrono, a creare il giusto clima.
Resta comunque l’impressione che la Compagnia Teatroinsieme di Zugliano, col cambio dei registi, sia decisamente cambiata; venuti meno quasi tutti gli attori storici, pur con il forte ricambio generazionale, una volta trovato il giusto clima, al momento ci sembra decisamente promettente per portare avanti una storica tradizione locale per il teatro.

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