Veramente subito ci ha colpito la copertina, con quella tazzina sfiorata da una donna decisamente di classe. Stiamo parlando del romanzo “Io sono Adele” di Csaba dalla Zorza, edito nel 2026 dall’editrice Marsilio di Venezia.
Poi il romanzo ce lo siamo ritrovato, con la presenza dell’autrice in Teatro Comunale a Thiene, tra quelli presenti alla vera e propria maratona letteraria svoltasi recentemente a Thiene con i “Paesaggi Letterari” organizzati da Nazzareno Leonardi; più recentemente abbiamo saputo che l’autrice conduce una sua trasmissione televisiva, sempre all’insegna di quello che una volta si chiamava Galateo, e che ora chiamiamo “bon-ton” che potremmo definire il contrario del casual e del fast-food.
Adele Casagrande è una signora di Milano che viene assunta dalla famiglia Colbert, in Provenza, come cuoca; si tratta di una famiglia della media borghesia, con il padre tutto preso dalla sua attività di editore, la madre tutta presa invece solo da se stessa, e due figli in piena crisi adolescenziale lasciati a se stessi; la famiglia Cobert ha al suo servizio anche una cameriera, Martine, e un giardiniere, Jean-Luc, mentre la suocera, madame Augustine, si è trasferita a Parigi per incompatibilità con la nuora.
In mezzo a questo groviglio di attriti, l’arrivo di Adele assume la funzione di elemento equilibratore, imponendo alla vita quotidiana un livello di eleganza e di ricercatezza tipico del bon-ton.
Addirittura dal granaio della Villa Colbert Adele riporta in cucina preziose stoviglie, come le tazzine della copertina del libro, su cui serve cibi che non sappiamo se siano ricercati o più semplicemente dai nomi ricercati.
Ecco che, sempre osteggiata dalla moglie che la vede supplire a quello che dovrebbe essere il suo ruolo, Adele con la calma e la razionalità aiuta a risolvere i problemi e le crisi ai due figli, oltre che al signor Colbert.
Man mano che Adele svolge questo suo ruolo equilibratore, si viene a conoscere la sua vicenda personale. A Milano era una importante e famosa donna in carriera, innamorata del marito e con due figli ormai adusti e sistemati.
La scoperta del tradimento del marito con un’altra donna viene a distruggere tutto il mondo che con impegno si era costruita, basata sulla fiducia dei rapporti tra coniugi, tanto che delusa e amareggiata abbandona il suo mondo milanese e accetta il posto di cameriera a casa Cobert.
Quello di Adele non è il nostro mondo, per limiti personali non ne ammiriamo la raffinatezza e l’eleganza; quello che di lei ammiriamo è il coraggio e la coerenza con cui, venuti meno certi valori, trova il coraggio di ricominciare con calma ed eleganza come frutto di una equilibrata visione della vita.