Leggere, scrivere e far di conto tra banchi, campi e opifici

SCAFFALE

La professoressa Stefania Bonato ci ha gentilmente fatto omaggio di una sua recente pubblicazione, curata insieme con Giulio Dalla Ricca, dall’importante titolo “Leggere, scrivere e far di conto tra banchi, campi e opifici”; si tratta sostanzialmente della sua tesi di laurea, recentemente ripubblicata in occasione della inaugurazione della nuova Scuola Primaria del centro di Zugliano.
L’agile pubblicazione che si propone di essere un “Contributo allo studio della scuola elementare nel Comune di Zugliano” può, secondo noi, essere letta a diversi livelli di profondità.
Intanto è una tesi di laurea e quindi, come studio, scientificamente garantita a livello accademico; è basata su una ricerca documentale sia nell’archivio comunale che in quello della scuola elementare, oltre che nell’Archivio di Stato di Vicenza, e traccia la nascita e lo sviluppo dell’insegnamento elementare nel Comune di Zugliano a partire dal 1877 fino al 1939.
Vi viene delineato come, con sforzi non indifferenti, il Comune di Zugliano ha sempre cercato di rispondere al bisogno di istruzione popolare man mano che la popolazione veniva progressivamente alfabetizzata dal succedersi delle leggi e delle riforme scolastiche, dalla legge Casati alla riforma Gentile.
Un secondo livello di lettura di quest’opera è certamente quello di un cittadino del Comune di Zugliano, che vi trova riscontri di luoghi e di persone che fanno parte della tradizione locale il cui ricordo non può essere dimenticato; stiamo parlando dei maestri, anzi Maestri, delle nostre scuole elementari, come il maestro Milani, la maestra Fappani di Zugliano, i maestri Simonato a Grumolo e Centrale, che hanno formato generazioni di cittadini dando loro la cultura di base, pur nella limitatezza dei mezzi e nel grande numero di alunni per classe che spesso li costringeva ad un doppio turno di lezioni quotidiane; per non parlare delle eroiche maestre delle pluriclassi della “scola dei monti”.
Ma c’è anche un terzo livello di lettura, quello di chi, come chi scrive, pur venendo dopo il periodo trattato nella ricerca, ha personalmente vissuto gli anni immediatamente successivi, con ancora attivi alcuni personaggi che a giusto diritto hanno titolo per entrare nella storia locale della nostra scuola. Un esempio per tutti, la terribile maestra Paolina, che ricordiamo ci ha interrogato negli esami orali di licenza elementare, e che per la sua severità diventò oggetto di una filastrocca “La maestra Paolina, la ne insegna la dottrina…”.
Erano i tempi pre-penna biro, quando sui banchi c’erano ancora dei calamai di vetro che il bidello periodicamente riempiva, mentre scrivevamo con cannuccia e pennino, asciugando con la carta assorbente, ma comunque sempre, inevitabilmente, con macchie di inchiostro sulle mani o sulle pagine del quaderno.
È per tutto questo ritorno ad un mondo nostalgico che alla professoressa Stefania Bonato e a Giulio Dalla Ricca suggeriamo caldamente di proseguire la loro ricerca, magari assicurando se richiesta la nostra collaborazione, dal 1939 in avanti, con la scuola a Zugliano in tempo di guerra e nel successivo periodo, almeno fino alla scuola media dell’obbligo.

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