Lula vince le elezioni in Brasile contro Bolsonaro figlio, che scappa in Florida ospite di Trump, in Serbia gli studenti sconfiggono a maggioranza il presidente filorusso Vucic, in Israele Netanyahu, pur vincendo le elezioni, non può formare un governo e l’incarico passa a Eisenkot, che può avvalersi del sostegno, esterno o interno, dei partiti filo-arabi, infine, più grosso di tutti, Trump riceve un cazzotto in faccia dagli elettori americani nelle elezioni del midterm. The times they’re a-changinì
Se a questo, già di per sé una svolta epocale, si aggiunge che le piazze in Francia, come in Italia e in altri paesi d’Europa sono piene di gente, soprattutto giovani, che chiedono migliori condizioni di vita e una maggior attenzione alla scuola e alla sanità pubblica, crediamo si possa dire che il vento pesante e ossessivo della destra guerrafondaia stia cambiando e che la gente chieda a gran voce di vivere in pace in un mondo migliore, più giusto ed umano.
Dalle recenti elezioni di midterm negli Usa, un dato emerge con la forza di una mazzata: è stato un plebiscito popolare contro il presidente Donald Trump e la sua criminale politica da avanspettacolo.
Da tempo ai nostri amici negli Usa andavamo chiedendo se davvero riuscissero a sopportare un presidente come Trump, che ogni giorno deve sorprendere il mondo con le sue boutade da capitan Fracassa.
Per non essere considerati di parte, riportiamo qui alcune delle ragioni per le quali, secondo la maggioranza degli osservatori politici internazionali, c’è stato questo totale rifiuto della politica di Trump.
Anzitutto l’impopolare guerra con l’Iran, che con il blocco dello stretto di Hormuz ha rallenatto il flusso di petrolio facendo crescere anche negli Usa il prezzo del carburante; questo, oltre a provocare un balzo dell’inflazione e del costo della vita, con un conseguente diffuso scontento popolare, ha messo in crisi molte aziende che, anche per effetto della sconsiderata guerra dei dazi doganali, sono state costrette a chiudere, creando problemi di occupazione.
Questione quest’ultima ancor più aggravata dalla corsa affannosa e incontrollata verso l’Intelligenza Artificiale.
Più difficile è per noi renderci conto di come negli Usa, di fronte alla politica contro l’immigrazione di Trump, l’elettorato ispanico si sia rivoltato contro il presidente, che ha voluto digrignare i denti con la violenta politica poliziesca dell’Ice.
È stato giocoforza che di fronte a questa politica la gente abbia optato per chi promette di migliorare la vita in pace, godendo in benessere e sostenendo la scuola e la sanità pubblica.
E adesso, mentre per due anni c’è da temere i colpi di coda di un presidente ferito nel suo supponente orgoglio(l’anatra zoppa), a noi resterebbe da sperare che gli Italiani abbiano appreso la lezione americana.
Forse per capire il senso di questo che a noi, almeno nella speranza, sembra un cambio del vento, offriamo una strofa di una famosa canzone di Bob Dylan
Come mothers and fathers
througout the land
and don’t criticize
what you can’t understand
your sons and yours daughters
are beyond your command
Your old road is rapidly agin’
Please get out of the new one
If you can’t land your hand
For the Times they are a-changin’…
[Suvvia madri e padri / di tutto il paese / e non criticate / ciò che non potete capire / i vostri figli e le vostre figlie / sono oltre il vostro comando / la vostra vecchia strada sta rapidamente invecchiando / Per favore toglietevi da quella nuova / se non potete dare una mano/
perché i tempi stanno cambiando…